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Una immagine delle telecamere di video sorveglianza

Una immagine delle telecamere di video sorveglianza

"Notti da Far West" a Racalmuto, tre imputati davanti al giudice

Originariamente erano sette le persone rinviate a giudizio, quattro hanno però chiesto d'accedere al rito abbreviato e dunque la loro posizione è al vaglio del giudice per le udienze preliminari, in quello che è un procedimento parallelo 

Sono comparsi, ieri mattina, davanti al giudice monocratico del tribunale di Agrigento Alessandro Quattrocchi. Si tratta di tre indagati di Racalmuto: Gaetano Puma, Calogero Manta e Calogero Donato assistito, quest'ultimo, dall'avvocato Fabio Inglima Modica. Sono accusati di violenza privata. Lo riporta oggi il quotidiano La Sicilia. Originariamente erano sette le persone rinviate a giudizio, quattro hanno però chiesto d'accedere al rito abbreviato e dunque la loro posizione è al vaglio del giudice per le udienze preliminari, in quello che, di fatto, è un procedimento parallelo. 

"Notti da Far West", sgominata la gang: 4 arresti e 3 divieti di dimora

Il processo a carico dei tre imputati, comparsi ieri mattina davanti al giudice monocratico Quattrocchi, proseguirà l'undici settembre con l'escussione dei primi testi.  

Ecco le accuse e i nomi dei sette indagati 

Lo scorso settembre, nel cuore della notte, un gruppo di giovani di Racalmuto, forse per noia o forse per spavalderia, avrebbero - lungo corso Garibaldi - bloccato il traffico: lasciando le loro auto in mezzo alla strada. Alcuni di loro - ha ufficialmente ricostruito il comando provinciale dei carabinieri di Agrigento - si sarebbero dunque avventati contro coloro che erano seduti ai tavoli dei locali serali, iniziando a rovesciare addosso ai clienti quello che stavano consumando e a rivoltare i tavoli e le sedie. Non sono mancati gli insulti e visto che l'atmosfera s'è fatta più che tesa, i titolari degli esercizi pubblici hanno anticipato la chiusura.

I carabinieri di Racalmuto hanno avviato le attività investigative, coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento. L'obiettivo, naturalmente, non poteva che essere quello di risalire agli autori di tali violenze. Attraverso alcune testimonianze, grazie ai numerosi servizi di osservazione e alle immagini dei sistemi di video-sorveglianza presenti lungo le vie del centro del paese, in breve tempo, i militari dell’Arma hanno chiuso il cerchio e hanno identificato, uno ad uno, gli autori delle violenze.

IL VIDEO. "Si è permesso di frequentare una racalmutese", 23enne minacciato con una mannaia 

L'inchiesta avrebbe permesso inoltre di acquisire i dettagli di un altro grave episodio, di cui alcuni degli indagati si sarebbero resi protagonisti. ll gruppetto aveva anche preso di mira un ventitreene di Favara. Il giovane, in pieno giorno, venne - ha ricostruito all'epoca in cui vennero notificati i provvedimenti cautelari il comando provincile dell'Arma di Agrigento - letteralmente bloccato e circondato in quanto probabilmente ritenuto “colpevole” di aver frequentato una ragazza racalmutese. Al malcapitato, alcuni degli indagati avrebbero rivolto - secondo l'accusa - gravi minacce, tra cui anche la mutilazione dei suoi arti, avvalendosi di una mannaia, colpendolo anche con calci e schiaffi e con un manico di scopa. 

A metà dello scorso gennaio, i carabinieri eseguirono l'ordinanza applicativa delle misure cautelari emessa dal Gip del tribunale di Agrigento su richiesta della Procura. Vennero disposti arresti domiciliari per 4 degli indagati, mentre ad altri tre era stata applicata la misura cautelare del divieto di dimora nel Comune di Racalmuto.

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