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Domenica, 25 Febbraio 2024
L'inchiesta / Racalmuto

Uccise i genitori con 47 colpi di mannaia: il giudice ordina una perizia psichiatrica

Sarà uno specialista a fare chiarezza sulla capacità di intendere e volere di Salvatore Sedita che ha confessato l'omicidio aggiungendo particolari agghiaccianti

Sarà una perizia psichiatrica a fare luce sulla capacità di intendere e volere di Salvatore Sedita, il 34enne di Racalmuto che ha confessato di avere ucciso, lo scorso 13 dicembre, nella loro abitazione, i genitori Giuseppe Sedita e Rosa Sardo di 66 e 62 anni. Il massacro, con 47 colpi di mannaia, secondo quanto avrebbe accertato l'autopsia (25 al padre, 22 alla madre), sarebbe stato preceduto da altre aggressioni e minacce tanto che la procura gli contesta pure l'accusa di maltrattamenti. 

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, come richiesto dal procuratore reggente Salvatore Vella e dal pubblico ministero Gloria Andreoli, ha disposto un incidente probatorio per fare luce sulla capacità di intendere e volere e sull'effettiva portata dei problemi mentali dell'indagato che erano noti a tutti ma sui quali, anche secondo quanto sostenuto dallo stesso gip, non sarebbe stato fatto abbastanza.

Il 18 gennaio sarà conferito l'incarico allo psichiatra Lorenzo Messina. L'accertamento avverrà nell'ambito di un incidente probatorio nel quale sia il difensore dell'indagato, l'avvocato Ninni Giardina, che i legali Giuseppe Contato e Giuseppe Zucchetto, che assistono i familiari delle vittime indicati come "parti offese", potranno partecipare nominando un proprio consulente di parte e, in ogni caso, interrogando in aula lo psichiatra incaricato dal giudice. 

"Ho colpito prima mia madre con la mannaia conservata in una borsa frigo in camera da letto. Gliel’ho conficcata nel collo ma è rimasta viva. Ho continuato anche quando ho capito che erano morti dando dei colpi secchi alle mani”. 

È un racconto dell'orrore quello fatto da Salvatore Sedita, il 34enne di Racalmuto, che, dopo essere stato sottoposto a delle terapie nel reparto di psichiatria, aveva reso una piena confessione davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano. Lo stesso gip, dopo l'interrogatorio, ha disposto il suo ricovero nella sezione psichiatrica del carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. 

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