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Sabato, 13 Agosto 2022
Il caso / Racalmuto

Inceneriti dal fuoco un escavatore e una ruspa di un'impresa: è mistero sulle cause

I due mezzi industriali avevano fatto dei lavori di sbancamento terra sulla proprietà di un commerciante. Dell'attività investigativa, avviata su un fronte di 360 gradi, si stanno occupando i carabinieri

Un escavatore e una ruspa completamente inceneriti dal fuoco. E’ accaduto all’alba, in contrada Roveto a Racalmuto. I due mezzi industriali, di proprietà di una ditta di Grotte, erano stati lasciati parcheggiati dopo lavori di sbancamento terra effettuati sulla proprietà di un commerciante racalmutese. All’alba, l’inferno di fuoco e fumo. Sono intervenuti i pompieri del distaccamento di Canicattì, che si sono occupati di circoscrivere il maxi incendio e di ripristinare la sicurezza dei luoghi, e i carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Canicattì che hanno già avviato le indagini sul misterioso falò. Le cause del rogo non sono, appunto, chiare. Ieri, si parlava di “cause ancora in corso d’accertamento”. E’ assai probabile però che l’ipotesi investigativa privilegiata sia quella del rogo doloso. Ma servirà del tempo, affinché le indagini evolvano, per mettere dei punti fermi e fare chiarezza su cosa effettivamente abbia innescato la scintilla iniziale nell’escavatore e nella ruspa.

Non ci sono conferme ufficiali, ma appare scontato che i carabinieri abbiano già sentito sia il titolare della ditta di costruzioni di Grotte, che il commerciante racalmutese dove, sulla sua proprietà di contrada Roveto, erano in corso i lavori di sbancamento. Non filtrano, naturalmente, indiscrezioni su quanto riferito ai carabinieri dal cinquantottenne grottese e dal cinquantunenne racalmutese. L’incendio, questo è certo, ha riguardato soltanto i due mezzi pesanti – provocando un danno stimato in oltre 30 mila euro, non coperto da polizza assicurativa – e non i terreni coltivati, che si trovano nei pressi della strada statale 640: la Agrigento-Caltanissetta, del commerciante racalmutese.

I carabinieri hanno, inevitabilmente, informato il sostituto procuratore di turno che ha aperto un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti.

Era marzo del 2012 quando, in quello che fu un attentato intimidatorio ad una ditta che si occupava di trasporto di sale, venivano incendiati complessivamente 12 camion: otto erano parcheggiati all’interno del deposito, alla periferia di Racalmuto, e altri 4 si trovavano invece nell’area della miniera Italkali. L’autore o gli autori di quell’inferno non vennero mai individuati dai carabinieri. Lo scorso aprile, invece, i carabinieri di Racalmuto e Grotte, coordinati dal comando compagnia di Canicattì, riuscirono ad identificare – e denunciare alla Procura di Agrigento – l’autore degli incendi di auto: quattro a Racalmuto e due a Grotte registratisi tutti la stessa notte, nel giro di pochissimo tempo. 

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