Fuoco al ciclomotore di un disoccupato, danneggiate le case popolari

Il prospetto esterno e il portico della palazzina di alloggi sono stati anneriti dalle fiamme e dal fumo. I carabinieri stanno cercando di identificare il piromane

A Racalmuto, in via Giovanni Paolo II dove sorgono le nuove case popolari del paese, è stato incendiato un ciclomotore di proprietà di un disoccupato. Il mezzo era stato lasciato posteggiato sotto il portico delle case popolari e le fiamme, oltre a distruggere il mezzo a due ruote, hanno pesantemente danneggiato – annerendolo – il prospetto esterno dell’immobile.

Nel tardo pomeriggio di sabato è stato anche lanciato l’Sos alla centrale operativa dei vigili del fuoco. Poi, pare, però, che i residenti siano riusciti da soli a circoscrivere il rogo. In via Giovanni Paolo II sono tornati i carabinieri della stazione cittadina. Militari dell’Arma che hanno avviato le indagini. Nessun dubbio, per i carabinieri, sul fatto che l’incendio al ciclomotore è stato appiccato. Sono state subito avviate le indagini per cercare di identificare chi abbia innescato la scintilla iniziale. Una scintilla che ha, appunto, pesantemente danneggiato anche il prospetto delle case popolari. Alloggi che non sembrano avere affatto una “vita” facile.

Appena a fine ottobre, i carabinieri avevano denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica cinque persone che, proprio in quella palazzina, si erano allacciate abusivamente alla rete idrica. I cinque sono stati dunque indagati per l’ipotesi di reato di furto aggravato. I carabinieri, intervenuti con i tecnici dell’Enel e di Girgenti Acque e con la polizia municipale, allora, scoprirono un allaccio che avrebbe rifornito la vasca condominiale. Il prezioso liquido poi sarebbe stato portato, con delle tubature “volanti”, fino a cinque appartamenti. Non è chiaro se, nel frattempo, il Comune di Racalmuto abbia o meno dichiarato l’agibilità di quegli appartamenti. Perché nelle ore immediatamente successive al blitz dei carabinieri venne avviata la sottoscrizione dei contratti e degli allacci idrici.

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“Dettagli” indispensabili per poter, appunto, dichiarare l’agibilità. Quando i 10 appartamenti vennero consegnati agli assegnatari – era metà dello scorso marzo – fu lo stesso sindaco a dire, chiaramente, che era necessario il tempo per “completare le pratiche per gli allacci delle utenze elettriche e idriche e poi firmare i contratti”. Alcuni degli assegnatari definitivi, nel frattempo, però si trasferirono nella palazzina di via Giovanni Paolo II, iniziando a risiedere negli alloggi popolari. 

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