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Questura, in pensione i sovrintendenti Roccaforte e Sapuppo: il saluto dei colleghi

Dal primo di maggio lasceranno il servizio attivo per raggiunti limiti di età. Il questore Tommaso Palumbo ha usato parole di apprezzamento per ringraziarli

Salvatore Sapuppo e Piero Roccaforte, sovrintendenti della Questura, dal primo maggio lasceranno il servizio attivo per raggiunti limiti di età. I colleghi li hanno salutati, anche dedicando ad entrambi un post su Facebook che ripercorre le fasi salienti dell’attività svolta. In particolare il questore Tommaso Palumbo ha usato parole di apprezzamento per ringraziarli.

Salvatore Sapuppo, arruolatosi nel 1987 come agente ausiliario di leva, ha prestato servizio per due anni presso l’undicesimo reparto mobile di Palermo e, dopo il corso di rafferma alla scuola di Caserta, trasferito alla sezione polizia postale di Agrigento. Nei dieci anni di servizio si è occupato di scorte ai furgoni e ai treni portavalori delle Poste, ha fornito un determinante contributo nell’attività di repressione alla pirateria video-musicale sequestrando ingenti quantitativi di videocassette, cd ed apparati per la riproduzione e la masterizzazione. 

Nel 1999 ha frequentato il 35esimo corso per comandante costiero a La Spezia e trasferito alla squadra nautica di Porto Empedocle. Ha svolto con passione e dedizione tutti i servizi di contrasto all’immigrazione clandestina, nelle coste agrigentine e lampedusane ed in diverse occasioni, portando in salvo numerose persone in pericolo di vita. Si è inoltre occupato di contrastare la pesca di frodo ottenendo numerosi riconoscimenti e onorificenze dai questori della Provincia e dai comandanti della Capitaneria di porto. 

Nel giugno del 2015, dopo aver superato l’ottavo corso di addestramento per la conduzione di acquascooter, ha acquisito le competenze necessarie per la sicurezza e la salvaguardia delle spiagge e dei bagnanti. Nel 2017 è  divenuto responsabile della squadra nautica e comandante dell’imbarcazione classe “Squalo” Ps 660. 

Nel marzo del 2020 ha prestato servizio presso l’ufficio controllo del territorio del Commissariato di Porto Empedocle ed infine trasferito alla polizia postale di Agrigento, ufficio in cui ha prestato servizio con abnegazione fino ad oggi. Anche in questo settore, con la propria esperienza e con le tecniche investigative di specialità, ha raggiunto ottimi risultati nell’attività di repressione e contrasto al crimine informatico.

Piero Roccaforte ha invece fatto ingresso nella polizia di Stato nel 1992, anno delle stragi di mafia. Viene assegnato prima alle Volanti della questura di Agrigento. Successivamente, nel marzo del 1997, ha lavorato presso la Divisione anticrimine, l’ufficio immigrazione presso la sala soggiorni con l’incarico di focal point. Ha partecipato a diversi corsi di aggiornamento e qualificazione a Roma e presso l’Interregionale di Catania, corsi attinenti al rilascio del permesso di soggiorno elettronico. 

Nel 2007 ha iniziato una nuova avventura ricoprendo la figura del poliziotto di quartiere, attività che ha svolto con impegno e con entusiasmo contribuendo a realizzare numerosi progetti sulla “legalità” nelle scuole agrigentine e della provincia. Ciò gli ha consentito di riscuotere ampio consenso da parte di scolaresche, docenti e dirigenti scolastici. La figura del poliziotto di quartiere è stata apprezzata da commercianti e cittadini del Villaggio Mosè e del centro storico agrigentino incarnando appieno i principi della polizia di prossimità. Per la stima ed in segno di riconoscimento del servizio svolto, gli abitanti della via Atenea hanno fatto realizzare un dipinto da parte di un artista agrigentino che riproduceva  l'immagine dei poliziotti di quartiere al lavoro, nel cuore del centro storico. In occasione del 25esimo anniversario della strage di Capaci ha contribuito fattivamente alla partecipazione attiva di alcune scuole della provincia, alle giornate della legalità accompagnando gli studenti a Palermo, al Villaggio della legalità e all'aula bunker del carcere Ucciardone. 

Nel 2017 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica. Nell’anno  della pandemia, abolita la figura del poliziotto di quartiere, è stato assegnato prima alla squadra Volanti, pochi mesi dopo alla sezione servizi dell’ufficio di gabinetto e da ultimo alla Divisione anticrimine. Per quasi 32 anni, in tutte le ricorrenze e cerimonie istituzionali, è stato il volto di ”rappresentanza” della questura agrigentina.

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