Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Questura intitolata a Beppe Montana, il fratello: "Le storie delle vittime innocenti entrino nelle nostre coscienze e influenzino i comportamenti"

Il capo della polizia: "Tutti dobbiamo essere consapevoli che quella battaglia, quella guerra non si è conclusa. E che quei sacrifici rischiano di essere vani se noi non dobbiamo seguito"

"Non erano eroi. Erano persone che facevano seriamente il loro lavoro, lo facevano con passione. Le loro storie non siano ricordate soltanto nel momento delle ricorrenze e delle commemorazioni, che sono importanti. Il nostro sforzo è far diventare le loro storie memoria collettiva, per non rendere inutile il loro sacrificio, mantenendo vivi i valori per cui sono stati uccisi". Gigi Montana, fratello di Beppe, ha richiamato tutti a "non dimenticare le vittime innocenti delle mafie, a non dimenticare neanche quello che hanno stabilito i processi riguardo alle responsabilità di personaggi pubblici che con il loro operato sono stati condizionati dalla mafia. Nei nostri territori spesso dimentichiamo - ha detto - . Le storie delle vittime innocenti, oltre che colpirci emotivamente, entrino dentro le nostre coscienze e influenzino i nostri comportamenti".

LE VIDEO INTERVISTE. Il capo della polizia: "La guerra non è ancora finita e non è ancora definitivamente vinta"

Oggi è un giorno particolare per Agrigento. E non soltanto perché è quello in cui si celebra e si fa memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie e del loro impegno: è la "Giornata nazionale delle vittime di mafia”. E' un giorno particolare perché la città ricorda uno dei suoi figli migliori e lo fa intitolandogli la Questura.

Questura intitolata a Beppe Montana

  

"I colleghi morti in questo territorio, in Sicilia, non sono eroi per caso - ha detto il prefetto Franco Gabrielli, il capo della polizia di Stato - . Sapevano di essere nel mirino, di essere gli obiettivi privilegiati di una organizzazione spietata, crudele. Questi colleghi non erano folli, non era gente che non amava le loro mogli e i loro figli. Era gente che voleva vivere, gente che voleva dare tutta se stessa. Ma non siamo in presenza di kamikaze. Ecco perché il loro esempio acquisisce un valore e una forza estramamente dirompente. E questo lo dico - ha evidenziato il capo della polizia - perché noi tutti dobbiamo essere consapevoli che quella battaglia, quella guerra non si è conclusa. E che quei sacrifici rischiano di essere vani se noi non dobbiamo seguito".

Beppe Montana, capo della sezione "Catturandi" della Squadra Mobile, medaglia d'oro al valor civile, venne ucciso - in un vile agguato mafioso - a Porticello, il 28 luglio del 1985. Oggi, con la scopertura della targa, gli è stata dedicata e intitolata la Questura. In piazza Vittorio Emanuele, ai piedi di una magnolia piantumata dal Comune di Agrigento in ricordo delle vittime di mafia, idealmente legata all’albero Falcone, è stato poi scoperto – da due studenti - un cippo, voluto e realizzato dal Libero consorzio comunale, con la significativa frase - incisa su una targa - di Peppino Impastato: “La mafia uccide, il silenzio pure”. 

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