"Guerra" al traffico di droga e aggressione ai patrimoni illeciti: niente festa per la polizia ma è tempo di bilanci

L'emergenza sanitaria Covid-19 ha bloccato anche le pubbliche celebrazioni per il 168esimo anniversario. Il questore Rosa Maria Iraci, in forma simbolica, ha deposto una corona d'alloro ai piedi della lapide dedicata ai caduti

Arresti davanti la Questura di Agrigento

Nessuna festa. L'emergenza sanitaria da Covid-19 ha, inevitabilmente, bloccato anche le pubbliche celebrazioni - da un po' di anni si fanno ogni 10 aprile - per il 168esimo anniversario dalla fondazione della polizia. In forma simbolica, il questore Rosa Maria Iraci - alla presenza del vice prefetto vicario Giovanna Termini - hanno deposto una corona d'alloro davanti la lapide in memoria dei caduti della polizia. Polizia che, in questo particolarissimo momento storico, è chiamata a vigilare sull’osservanza delle misure di contenimento del contagio da Coronavirus, ma anche a sostenere i più deboli, con quotidiani gesti di attenzione, secondo il motto “Esserci sempre”.

Crescono estorsioni, truffe informatiche e atti intimidatori: ecco tutti i numeri della Questura

Il bilancio 

L'anniversario dalla fondazione della polizia è, comunque, il momento per tracciare un bilancio e ricordare i più importanti risultati raggiunti, frutto del costante impegno delle donne e degli uomini della Questura, dei commissariati distaccati e delle specialità della provincia. Incessante è stata l’attività di contrasto alla criminalità comune e organizzata, che si è concretizzata in numerose operazioni. Viene ricordata l'operazione - della Squadra Mobile, che è stata coordinata dalla Dda di Palermo - che ha portato all’arresto di tre cittadini extracomunitari, ritenuti i promotori di una associazione a delinquere dedita alla gestione di un centro di prigionia in Libia. I tre si erano resi responsabili del sequestro di migranti che venivano privati della libertà personale e sottoposti a sistematiche vessazioni e atrocità al fine di ottenere dai loro congiunti il versamento di somme di denaro. Quest'indagine ha permesso di contestare per la prima volta dalla sua introduzione nel codice penale italiano, il reato di tortura commesso da stranieri all’estero e ai danni di cittadini stranieri.

"Fiumi" di marijuana fra Licata e Canicattì, scatta l'operazione "San Michele": 4 arresti

Diverse le operazioni per la repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti che resta ancora oggi una delle principali fonti di finanziamento delle consorterie mafiose. E' stata ricordata l’operazione “San Michele” che ha consentito di individuare e sequestrare tre serre nei territori di Licata e Canicattì, destinate alla illecita coltivazione di sostanze stupefacenti, consentendo il sequestro di 4375 piante di marjuana del peso complessivo di oltre 3600 chili. Lo scorso settembre sono state arrestati 5 persone individuate con l’ausilio di telecamere mentre effettuavano cessioni di  stupefacente in piazzale Giglia.

Tonnellate di marijuana lungo il corso del Salso, il commissario capo Carrubba: "Licata si conferma territorio produttivo" 

Alle attività investigative si è affiancato l’impiego di ulteriori strumenti, quali le misure di prevenzione personali e patrimoniali. Gli operatori della divisione Anticrimine hanno effettuato una attenta analisi dei fenomeni criminali nella provincia nonché accertamenti sulle consistenze immobiliari e patrimoniali riconducibili a soggetti inseriti in contesti delinquenziali, consentendo al Questore di proporre all’autorità giudiziaria e ottenere 32 misure di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza ed emanare 168 avvisi orali. Sul fronte della aggressione ai patrimoni illeciti, sono stati eseguiti 2 decreti di sequestro di beni finalizzati alla confisca. Tra questi, la Questura ricorda la recente operazione eseguita nei confronti di un imprenditore della grande distribuzione alimentare, raggiunto da una misura di prevenzione personale e patrimoniale. Il provvedimento è stato emesso dall’autorità giudiziaria su proposta del Questore e ha permesso di sequestrare un compendio immobiliare del valore di circa 9 milioni di euro. 

Ulteriore impulso è stato dato alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere ed in particolare in ambito domestico, sia attraverso l’emanazione di 29 ammonimenti del questore che con una campagna di sensibilizzazione denominata “Questo non è amore”, che ha raggiunto anche le fasce più giovani della popolazione, facendo sentire la vicinanza della polizia ai più deboli ed in particolare alle donne maltrattate, veicolando il messaggio che non devono sentirsi sole, incoraggiandole a denunciare i soprusi e rivolgersi con fiducia alle strutture preposte.

Incessante l’impegno nel trattare il fenomeno migratorio sia sulle coste di Lampedusa che sulla terraferma dove si sono registrati numerosi sbarchi con circa 5.000 stranieri irregolari che hanno fatto ingresso nel territorio nazionale. In tale ambito, sono stati emessi 2369 provvedimenti di respingimento ed espulsione, sono stati arresti 137 stranieri, tra i quali scafisti e migranti già espulsi rientrati irregolarmente nel territorio nazionale. 

Sotto il profilo del controllo del territorio, notevole è stato l’impegno profuso per dare una risposta in termini operativi alle richieste di sicurezza della cittadinanza, aumentando sensibilmente il numero degli equipaggi dell’ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico e delle volanti dei commissariati distaccati. Il maggiore impegno si è tradotto in risultati concreti, registrandosi un netto calo dei reati predatori in tutto il territorio provinciale. Le maggiori risorse sul territorio si sono tradotte non solo in un calo dei reati, ma in concrete attività di soccorso della popolazione. La Questura ha ricordato il salvataggio di un bambino a cui un equipaggio di Volante ha prestato immediato soccorso, richiamato dalle grida della madre disperata poiché il piccolo non dava più segni di vita. La prontezza e il coraggio degli operatori che attuavano le previste manovre di primo soccorso consentivano al piccolo di riprendersi e di evitare più gravi conseguenze.  

Da ultimo, d’intesa con l’autorità scolastica provinciale, gli studenti degli istituti superiori della provincia sono stati coinvolti nel progetto “PretenDiamo Legalità”, con un programma di incontri negli istituti scolastici per promuovere la cultura della legalità, la prevenzione sul consumo di stupefacenti, sulle alcoldipendenze e sul bullismo e cyberbullismo.  

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

corona alloro lapide caduti questura-2

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Sbaglia auto e forza la portiera: scoppia il caos nel parcheggio del supermercato

  • Dopo 24 giorni la magia s'è dissolta: il nuovo caso di Covid-19 a Campobello fa salire a 126 i contagiati

  • Bastonata, ceffone e pedata in pieno centro: indagine verso la svolta

  • Incidente a Broni: scontro frontale fra due auto, muore 29enne di Ravanusa

  • Tornano a casa e la trovano occupata: scoppia il caos a Villaseta

  • "Calci, pugni e coltellate a due immigrati": uno ridotto in fin di vita, arrestati 4 ragazzini

Torna su
AgrigentoNotizie è in caricamento