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La visita

Questore a Lampedusa per conoscere la realtà migranti, Ricifari: "Isolani consapevoli della gravità e preoccupati per la vivibilità dell'isola"

Il dirigente superiore della polizia: "Proveremo a fare in modo che l'impatto sulla comunità sia il più morbido possibile"

Detto, fatto. Il neo questore di Agrigento, Emanuele Ricifari, ieri, è stato a Lampedusa dove ha incontrato non soltanto gli "addetti ai lavori" (Guardia di finanza, Capitaneria di porto e carabinieri), ma anche il sindaco Filippo Mannino e il parroco don Carmelo Rizzo. E nella chiesa di San Gerlando si è soffermato anche con i ragazzi che stavano partecipando alla funzione religiosa del precetto pasquale. 

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Così come anticipato il giorno del suo insediamento, il questore è voluto andare subito a Lampedusa "per capire direttamente qual è il sentire e lo stress della comunità". "Perché va rispettata l'umanità di chi arriva, ma anche lo stress di chi li riceve, individuando strategie e modalità che aiutino tutti" - aveva detto lo scorso 28 marzo - . 

"Gli isolani sono consapevoli della gravità della situazione e sono, come è giusto che sia, preoccupati per la vivibilità e l'economia dell'isola - ha spiegato il questore Emanuele Ricifari - . Il fenomeno non riguarda solo i disperati che arrivano, ma anche la comunità che regge questi continui approdi. Proveremo a fare in modo che l'impatto sulla comunità sia il più morbido possibile". Ricifari ha visitato anche l'hotspot di contrada Imbriacola, verificato le procedure seguite, e incontrato, appunto, gli "addetti ai lavori". "La macchina è ben rodata e c'è un continuo ricambio di operatori sul campo" - ha sottolineato - . 

"Ho visto i barchini con i quali i migranti arrivano. Ed è osservando queste imbarcazioni che si capisce qual è il porto di partenza, cambiano se la base è la Tunisia, la Libia o la Cirneaica". A preoccupare, esattamente per come era stato già evidenziato dal procuratore capo reggente Salvatore Vella e dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, in occasione del suo arrivo ad Agrigento per un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, sono i barchini che partono dalla Tunisia. "Sono di ferro assemblato e hanno una galleggiabilità inferiore rispetto a quelli di legno o di resina" - ha evidenziato il questore Ricifari - . 

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"Lampedusa è un territorio difficile e complesso. Ringrazio il questore di Agrigento, Emanuele Ricifari, per aver scelto di visitare, quale sua prima tappa, questa realtà. E' stato importante per noi l'attenzione che ha mostrato a questo territorio". Lo ha detto il sindaco delle Pelagie, Filippo Mannino. "Lampedusa ha bisogno di attenzione e la presenza del questore, pochi giorni dopo il suo insediamento - ha aggiunto Mannino - è un grande, importante, segno di grande vicinanza".  

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