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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Vaccino antiCovid-19: ecco chi dovrà fare anche la quarta dose

Un "secondo booster", ovvero una quarta somministrazione, per le persone con sistemi immunitari severamente indeboliti, che hanno ricevuto un set primario di 3 dosi di vaccini mRna, è già raccomandata. Ma per tutti gli altri?

La quarta dose "generalizzata", per tutti, è sempre più lontana. 

"Stiamo esaminando tutti i dati emergenti, inclusi quelli di Israele, sull'uso di un secondo booster degli attuali vaccini anti-Covid. Al momento in ogni caso non ci sono prove sufficienti dai trial clinici o da dati 'real world'" dalla vita reale, "che possano supportare una raccomandazione" del secondo richiamo "per la popolazione generale". A fare il punto sulla quarta dose è stato ieri Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici Covid-19 dell'Agenzia europea del farmaco Ema, durante il periodico aggiornamento per la stampa. "I livelli di efficacia degli attuali vaccini anti-Covid nel tempo, mentre l'ondata di Omicron si dispiega, sono dati rilevanti per capire le tempistiche di una eventuale ulteriore dose booster. Come abbiamo già visto in passato, però, per le persone gravemente immunocompromesse che ricevono una serie primaria di 3 dosi di vaccino a mRna una quarta dose sarebbe il primo richiamo per loro e, in quanto tale, è già raccomandata" ha precisato Cavaleri.

Quarta dose 

Anche in Italia, va rimarcato, secondo l'interpretazione delle circolari emesse del Ministero della Salute, ai pazienti fragili che completano il ciclo vaccinale primario con una dose addizionale, è già raccomandata una dose di richiamo. Per le persone con sistemi immunitari severamente indeboliti, che hanno ricevuto un set primario di 3 dosi di vaccini mRna, la quarta dose è considerata come la prima dose booster ed è già raccomandata. Sul tema le informazioni però sono un po' confuse. Non risulta che in Italia ci sia però nemmeno una persona fragile che abbia fatto la dose addizionale e poi anche il richiamo. Arriveranno chiarimenti a breve.

Ieri la commissione tedesca per i vaccini Stiko ha raccomandato una seconda dose di richiamo del vaccino contro il Covid-19 per i soggetti particolarmente vulnerabili e il personale sanitario. "I dati attuali mostrano che la protezione dopo un primo richiamo diminuisce nel giro di pochi mesi" a causa della variante Omicron, spiega Stiko in un comunicato. La raccomandazione si applica agli over 70, al personale sanitario a diretto contatto con i pazienti, ai residenti delle case di riposo e alle persone affette da immunodeficienza, precisa Stiko. Questo secondo richiamo (dunque una quarta dose complessivamente) con vaccini che utilizzano la tecnologia mRNA, è consigliato al più presto entro tre mesi dal primo per le persone vulnerabili e sei mesi per il personale sanitario. Israele è stato il primo Paese a sostenere una quarta dose anti-Covid il mese scorso. Nel frattempo, altri Paesi hanno seguito l'esempio, come Danimarca, Spagna e Brasile.

L'Organizzazione mondiale della sanità si è dichiarata critica nei confronti della strategia di combattere il coronavirus a colpi di richiami degli attuali vaccini. "I programmi di richiamo indiscriminato hanno tutte le possibilità di prolungare la pandemia, piuttosto che porvi fine, deviando le dosi disponibili verso Paesi che hanno già alti tassi di vaccinazione, dando così al virus maggiori opportunità di diffondersi e mutare", ha dichiarato di recente il suo direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus.

Crisanti: "Continuando a usare gli stessi vaccini facciamo solo il bene delle case farmaceutiche"

Dopo il booster, non c'è però la soluzione di una quarta dose, come sembra anche indicare ciò che sta avvenendo in Israele. Lo dice ad Askanews Andrea Crisanti: "Una cosa è certa i vaccini devono essere migliorati. Continuando a usare gli stessi vaccini a lungo termine facciamo solo il bene delle case farmaceutiche. E ogni volta dobbiamo fare miliardi di dosi di vaccini. Sicuramente ci hanno aiutato ma a lungo termine non sono la soluzione".

Si apre così in Italia il dibattito tra esperti sulla possibilità di un nuovo richiamo, ma solo per i fragili. "Dovremmo aspettare di capire come andrà la circolazione del virus da marzo in poi" ma "se in autunno dovesse esserci la necessità di un richiamo potrebbe essere una raccomandazione a vaccinarsi e non un obbligo, forse per gli immunodepressi e i fragili andrebbe fatta una valutazione a parte", dice all'Adnkronos Salute l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di igiene all'Università del Salento. "Sulla quarta dose - insiste Lopalco - dobbiamo anche verificare le evidenze scientifiche che stanno arrivando e arriveranno".

"Abbiamo da affrontare la problematica della quarta dose in modo molto laico, non dandola per scontata ma non escludendo la somministrazione, vediamo i dati che emergono e poi faremo le scelte. Scelte che potranno essere anche differenziate in funzione dello stato immunologico, ad esempio la compromissione del sistema immunitario per patologie o per motivi genetici", sottolinea quindi Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts).

L'Agenzia europea del farmaco (Ema) "ha suggerito di prendere in considerazione la quarta dose di vaccino per Covid-19 solo per gli immunocompromessi. Considerato che molti soggetti appartenenti a questa categoria hanno ricevuto la terza dose oltre 4 mesi fa, si auspica una decisione tempestiva in merito da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e del ministero della Salute", fa sapere Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nel report settimanale su Covid-19.

"Se in futuro dovesse essere necessaria una quarta dose" di vaccino anti-Covid "abbiamo a disposizione l'anagrafe vaccinale con tutti gli italiani immunizzati, quindi saremo nelle condizioni di stabilire i tempi e i criteri", ha commentato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

fonte Today.it

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