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Cronaca

Covid, il punto del commissario dell’Asp: “Sicilia prima in Italia per numero di contagi e vaccinazioni in netto calo”

Mario Zappia, pur essendo fiducioso nei benefici che porterà l’arrivo della bella stagione, invita i cittadini a non abbassare la guardia: “Mantenere sempre tutte le precauzioni a cui siamo ormai abituati da tempo ci permetterà di evitare una quinta ondata il prossimo autunno”

Sicilia prima regione in Italia per numero di contagi da Covid-19. Un dato importante che, nonostante il miglioramento generale della situazione rispetto alle settimane precedenti, induce alla cautela. Ed è proprio in virtù di questo significativo dato che il commissario straordinario dell'Asp, Mario Zappia, invita i cittadini a non abbassare la guardia.

"Siamo in una fase - ha detto - in cui c'è stata una sorta di "liberi tutti", la gente ha voglia di maggiore libertà ma la mia raccomandazione è di rimanere prudenti. La diminuzione dei contagi su scala nazionale non è altro che l'effetto fisologico delle vaccinazioni che comunque ci porta a guardare avanti con realismo e non con pessimismo. Voglio infatti ricordare che la Sicilia è al primo posto nella penisola per numero di positivi e in provincia di Agrigento non scendiamo ancora sotto le 3 cifre giornaliere per quanto riguarda i casi giornalieri: sono comunque numeri importanti".

Zappia ha anche illustrato l'attuale situazione negli ospedali: "Ad Agrigento, in rianimazione, sono occupati 5 posti su 4 (quindi siamo in esubero) mentre a Ribera abbiamo 8 posti liberi su 10. In medicina, invece, ad Agrigento abbiamo 25 posti occupati su 30 mentre a Ribera 32 posti occupati su 42".

Sul fronte vaccini si registra un netto calo: "Continua a scendere - aggiunge Zappia - il numero delle inoculazioni giornaliere. Continuo a girare per gli hub e vedo sempre meno persone. Questa settimana abbiamo effettuato 11.250 somministrazioni: numero che comprende tutte e 3 le dosi. Mentre sono stati 1.100 i no vax che si sono convinti a fare la prima dose. Ancora oggi rimane una certa resistenza e per questo continuiamo a tenere aperti tutti gli hub anche se i numeri diventano ormai risibili. Ancora peggio per i bambini con meno di 200 inoculazioni giornaliere in 4 giorni su 7. Numeri poco incoraggianti, dunque, sul fronte della vaccinazione. Questo non ci fa sperare in bene se non nel fatto che adesso abbiamo la bella stagione alle porte che offre un clima più mite e ci aiuta. Ma dobbiamo trovarci pronti per il prossimo autunno con una quinta ondata assolutamente da evitare".

Infine l'ultima raccomandazione sull'uso delle mascherine: "Dallo scorso 11 febbraio non c’è obbligo di utlizzarle all’aperto ma il principio di protezione e di cautela vale sempre. Quindi, anche in momento conviviale quando siamo a distanza ravvicinata con gli altri, usiamo la mascherina. Tanto ormai ci siamo abituati e non ci costa nulla. 

In vista della scadenza dello stato di emergenza, il 31 marzo prossimo, nei prossimi resoconti settimanali spiegherò nel dettaglio cosa significa la condizione di “endemia”, ovvero la convivenza con il virus". 

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