Domenica, 21 Luglio 2024
Giustizia amministrativa

Le assegnano erroneamente un punteggio inferiore nella graduatoria delle supplenze: insegnante vince ricorso

In fase di presentazione della domanda la donna aveva barrato una casella che invece doveva rimanere bianca. Ma la sua istanza di reclamo per ottenere la revisione era stata respinta

Il giudice del lavoro ha accolto il ricorso di un’insegnante agrigentina, condannando il ministero dell’Istruzione, a seguito di un ricorso riguardante le procedure di istituzione delle graduatorie provinciali e di istituto per il conferimento delle supplenze per il personale docente ed educativo.

La donna aveva presentato la propria domanda per l‘inserimento nella seconda fascia relativamente alle classi di concorso A026, A037, A041, A047, A060. Tuttavia, pur avendo maturato le pregresse esperienze lavorative presso scuole statali dopo il 2000, nel presentare la propria domanda di partecipazione, per un mero errore, aveva barrato la casella denominata "Valutazione art. 15 comma 4" riguardante i servizi svolti in scuole paritarie prima del 2000, per i quali veniva previsto un dimezzamento del punteggio.

A seguito di tale errore materiale, l’Ufficio scolastico regionale Sicilia - ambito territoriale della provincia di Agrigento - ha riconosciuto all’insegnante, in sede di pubblicazione della relativa graduatoria, un punteggio dimezzato per le voci di concorso per le quali la stessa aveva presentato apposita domanda ed in un caso addirittura tale punteggio è stato azzerato.

L’insegnante ha così presentato all’amministrazione scolastica istanza di reclamo contestando il dimezzamento e azzeramento del punteggio attribuito. Ma l’Ufficio scolastico non ha accolto il suddetto reclamo. Pertanto, ritenendo illegittimo l’operato dell’amministrazione scolastica, la donna, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Calogero Marino, ha proposto un ricorso innanzi al Tribunale di Agrigento in funzione del giudice del lavoro.

I legali deducevano in giudizio come la condotta posta in essere dall’amministrazione scolastica avrebbe dovuto ritenersi chiaramente lesiva dei principi generali in materia concorsuale e della ratio insita in qualsiasi procedura bandita da una pubblica amministrazione laddove, la finalità delle procedure bandite dalla pubblica amministrazione è quella di reclutare il personale più qualificato o titolato cercando, ove possibile, di desumere i titoli medesimi alla luce di quanto indicato e prodotto dai concorrenti.

Nel dettaglio i predetti legali rilevavano altresì in giudizio come nel caso in esame andasse attivato il cosiddetto “soccorso istruttorio”, poiché dalla documentazione presentata dal candidato residuavano margini di incertezza facilmente superabili. 

Il tribunale di Agrigento ha accolto il ricorso riconoscendo all’insegnante il punteggio richiesto e condannando il ministero dell’Istruzione al pagamento delle spese giudiziarie. In particolare il giudice del lavoro di Agrigento ha osservato come nel caso di specie ricorresse un’ipotesi di errore materiale nella compilazione della domanda, come tale superabile dunque mediante il “soccorso istruttorio invocato dagli avvocati Rubino e Marino. Conseguentemente, per effetto della superiore pronuncia, l’insegnante un sensibile avanzamento della propria posizione nelle rispettive graduatorie.

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