Cronaca

Acqua pubblica, tornano le tensioni: i sindaci "ribelli" pronti ad un nuovo Aventino

Mentre si attende, a livello locale, ogni decisione da parte dell'Ati, potrebbe intervenire una scelta nazionale

(foto ARCHIVIO)

Acqua pubblica, i sindaci ex "ribelli" della nostra provincia pronti ad un nuovo "Aventino" a difesa delle loro gestioni "in house".  Ci sono infatti diversi primi cittadini dell'Agrigentino tra i sessantina sindaci siciliani che hanno preso pubblicamente posizione contro l'ipotesi di abrogare l'articolo di legge che prevede le gestioni dirette comunali dei servizi idrici, cioè l'articolo 147 comma 2 della legge "Galli".

Si tratta, nel dettaglio, dei rappresentanti delle comunità di Santo Stefano di Quisquina, Alessandria della Rocca, Bivona, Cammarata che erano già presenti a Roma nel contesto delle manifestazioni finalizzate a sollecitare l'istituzione delle Zone franche montane, anche per protestare contro questa ipotesi.

"Mantenere in vigore il comma 2 dell'art 147 - sottolineano i sindaci all'Ansa - è un principio al quale non vogliamo rinunciare. Le forze politiche tutte si attivino per scongiurare ulteriori scippo. E' necessario tutelare le gestioni dirette comunali considerato che molti Comuni hanno già avviato le procedure per rientrare nei parametri del regime di salvaguardia, approntando notevoli investimenti".

L'attuale proposta di modifica di fatto non solo chiude le porte a qualsivoglia nuova futura gestione in house, ma imporrebbe a chi già gestisce in modo diretto le risorse idriche di confluire entro un anno in una gestione unitaria.

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