Panepinto sui disagi della provinciale 26: "Che fine hanno fatto i soldi spesi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Esprimo gratitudine nei confronti del libero consorzio, per aver condiviso il disagio vissuto dalle comunità di San Giovanni Gemini e Cammarata a causa della precarietà della SP 26, ma non giustifico un iter burocratico che dura due decenni e ancora  non intravede l’obiettivo.

L’amministrazione ha il dovere di chiedersi quale destinazione più opportuna hanno avuto i due milioni di euro. E se sono stati spesi , come mai in questo caso non hanno inciso tempi per espropri, revisione del prezziario regionale e patto di stabilità? Di difficoltà legate al patto di stabilità si parla per la prima volta nel 2014, quando l’allora Commissario della Provincia Regionale di Agrigento, comunica il ritiro del finanziamento  di Euro 500.000/00 , destinati alla messa in sicurezza di alcuni tratti di strada , per problemi legati al patto di stabilità. Considerato che il progetto per l’ammodernamento della SP 26 inizia nel 1998 , lo straordinario ritardo registrato, non può certo attribuirsi al Patto Stabilità, meccanismo finanziario che avrebbe visto la luce dopo qualche decennio. Meraviglia invece un fatto: come mai la Giunta Regionale con delibera n° 64  del 2015, nell’elenco delle strade ammesse a finanziamento, fa slittare la SP 26  dal 2° al 10° posto? Nessuna ipotesi è comprensibile sia che l’Amministrazione Regionale abbia operato in maniera disgiunta dal Libero Consorzio, sia che lo stesso non abbia rappresentato l’indispensabilità di intervenire su un asse viario che è unica via di fuga, e sullo stesso insiste un traffico veicolare da metropoli.

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