Imprenditori e cittadini in protesta, Martello: "Lo Stato non si giri dall'altra parte, economia in ginocchio"

Sono state diverse le persone che, questa mattina, hanno scelto di radunarsi davanti il Comune di Lampedusa

La protesta a Lampedusa

Imprenditori, commercianti e cittadini si sono radunati per una importante manifestazione. Accade a Lampedusa, diverse persone, questa mattina, si sono radunati per chiedere "misure efficaci e concrete di sostegno all'economia locale messa in ginocchio dalla crisi Covid19". A commentare l'iniziativa, è il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello. 

"Comprendo le ragioni di questa iniziativa, l'emergenza Coronavirus ha determinato a Lampedusa e Linosa una crisi economica molto più pesante rispetto ad altre realtà. Fino ad ora le misure e gli aiuti economici messi in campo dal governo nazionale e dal governo regionale sono rimasti sulla carta, di effetti concreti non c'è neppure l'ombra". 

"Forse qualcuno non si rende conto che a Lampedusa e Linosa si vive solo di turismo e di pesca - dice Martello - non ci sono alternative, ed entrambi i settori sono paralizzati: le istituzioni hanno il dovere di intervenire con aiuti veloci e reali anche perché all'emergenza Coronavirus, con tutte le conseguenze sociali ed economiche che comporta, qui si aggiunge l'emergenza legata all'arrivo dei migranti. Lo Stato  - conclude Martello - non può ricordarsi di noi quanto ha bisogno di aiuto perché Lampedusa garantisce accoglienza umanitaria, e girarsi dall'altra parte quando siamo noi a chiedere un sostengo".

Il sindaco Martello: "Ci hanno lasciati soli"

a Lampedusa gli operatori del turismo lanciano un "forte grido d'allarme: sabato scorso sarebbero dovuti arrivare i primi charter da Milano e Bologna, invece l'isola è ferma, le prenotazioni sono a quota zero, le compagnie aeree hanno cancellato i voli e gli alberghi restano
chiusi", dice il tour operator Antonio Martello, amministratore delegato di "Sogni nel Blu", che chiede un immediato intervento
dello Stato e della Regione siciliana.

  "Ci hanno lasciati ancora una volta da soli. Dal Governo nessun aiuto - aggiunge Martello - per un'isola di frontiera come la nostra. Abbiamo bisogno di ossigeno, di immediate e concrete misure di sostegno economico e del ripristino dei voli".  L'isola non ha avuto nessun contagio Covid. "Siamo preoccupati perché la cosiddetta zona rossa è quella da cui proviene la maggior parte dei turisti che scelgono le nostre
isole - spiega Martello - ma mentre anche quelle regioni si stanno dando da fare per ripartire, noi siamo fermi al palo nel
disinteresse generale".  In assenza di voli diretti, gli operatori stanno valutando se e come far ripartire i charter: "Vorremmo poter ricominciare a fine giugno, attingendo alle ultime disponibilità economiche. Le strutture alberghiere si stanno adeguando alle disposizioni sanitarie che chiedono sanificazioni e ridefinizione degli spazi".   "Un charter che parte mezzo vuoto per le misurei sanitarie - osserva Martello - costringerà il tour operator a recuperare ciò che fai è perso dalle tariffe, con l'inevitabile aumento del biglietto fino al 60%, che per un volo di andata e ritorno significa un costo tra 600 e 700 euro. Così un numero nettamente ridotto di vacanzieri deciderà di raggiungere l'isola e oltre al fatturato perso, ricadranno sulle nostre spalle anche i costi dell'invenduto".

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