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Sabato, 20 Aprile 2024
Cronaca

Futuro di Aica, il Cartello sociale non demorde: "Chiesto un tavolo tecnico alla Regione"

L'istanza è stata avanzata ieri durante un incontro in Prefettura, il sindaco di Favara: "Serve maggiore chiarezza"

Non solo la protesta di piazza, ma anche una richiesta alle istituzioni affinché Aica si salvi, o, per la precisione, venga salvata.

Dopo il sit in promosso ieri dal Cartello sociale, una delegazione ha incontrato il vice prefetto vicario Giovanna Termini per rappresentare le motivazioni della manifestazione ma anche, si legge in una nota, "le dinamiche intestine che impediscono il pronto decollo di una gestione che è stata scelta e voluta a grande maggioranza degli stessi sindaci agrigentini".

Il Cartello, comunque, ha ringraziato la Prefettura per il lavoro fin qui svolto e il primo cittadino di Favara Antonio Palumbo, unico presente all'incontro e nel contempo "constata la latitanza dei sindaci e del presidente dell'Aica. Forse sono queste, le premesse di un disegno volto a fare abortire l'esperienza della gestione pubblica del servizio idrico, voluta fortemente per ottenere un' organizzazione virtuosa e continuità nell'approvvigionamento dell'acqua?".

Al termine dell'incontro, comunque, è stata chiesta la convocazione di un tavolo alla presenza dell'assessore regionale all'Energia e di quello alle Autonomie Locali al fine di scongiurare "esiti nefasti che rischiano di ripercuotersi sui cittadini, sulla puntualità del servizio e sui costi dello stesso".

Ma a rilanciare la polemica su quello che appare un sistema molto, molto precario, è proprio il primo cittadino di Favara. 

"E' necessario che sia la Regione Siciliana a fare piena chiarezza su quanto accadrà nel prossimo futuro soprattutto ai Comuni che si rifiuteranno di versare le somme - spiega in un lungo post - .Il rischio, chiaro a tutti, è che coloro che sosterranno economicamente Aica potranno doversi persino giustificare per la decisione presa qualora le somme siano – come annunciato – ritirate dalla stessa Regione che, in piena campagna elettorale in molti comuni della provincia, sosteneva che queste somme fossero la soluzione ad ogni problema. Serve chiarezza, serve unità. L’acqua pubblica è un traguardo comune e nessuno deve fare un passo indietro".

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