Cronaca Centro città

"Gestivano case di appuntamento nel centro storico", al via processo a intera famiglia

Emanuele Pace, 68 anni; la moglie Pierina Miccichè, 63 anni e il loro figlio Vasilij Pace, 31 anni, sono accusati di avere organizzato un giro di escort all'interno di alcuni appartamenti in via Saponara. La difesa: "Non sapevano cosa accadeva all'interno". Ammessi i mezzi di prova e aperto il dibattimento

Ammessi i mezzi di prova, costituiti principalmente da decine di testimoni, e dibattimento aperto: ha preso il via il processo ai tre componenti della famiglia accusati di avere gestito alcune case di prostituzione nel centro storico della città, in particolare in via Saponara.

Si tratta di Emanuele Pace, 68 anni, della moglie Pierina Miccichè, 63 anni e del loro figlio Vasilij Pace, 31 anni. Il pubblico ministero Gloria Andreoli e i difensori dei tre imputati - gli avvocati Emilio Dejoma e Giuseppe Lo Dico - hanno chiesto l'ammissione dei propri mezzi di prova e i giudici della seconda sezione penale, presieduta da Wilma Angela Mazzara, hanno rinviato l'udienza al 24 novembre per sentire i primi testi della lista dell'accusa.

L'indagine, che il 6 febbraio dell'anno scorso li ha fatti finire ai domiciliari, è scaturita dalle denunce di una prostituta e si è sviluppata grazie, soprattutto, alle numerose intercettazioni telefoniche dalle quali, secondo la procura, arriva la prova dell'attività di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. 

L'attività, peraltro, sarebbe stata molto florida con prenotazioni che venivano prese con largo anticipo dalle varie prostitute ed escort che temevano di restare fuori. Agli atti, in particolare, alcune intercettazioni dalle quali emergerebbe l’attività di sfruttamento che consisteva nel mettere a disposizione gli appartamenti e nell'organizzare le trasferte delle squillo.

"Se vuoi - dice Emanuele Pace a una "ospite" dei suoi alloggi - ti mando le coordinate della mia postepay. Così dal 26 al 2 ti riservo il posto. Perchè tu capisci che intanto è agosto, poi il periodo troppo lontano. Eh sai - è scritto sempre in un’intercettazione agli atti - quante telefonate io ricevo regolarmente". 

I tre indagati, in occasione dell'interrogatorio di garanzia, successivo all'arresto, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La tesi della difesa, sostenuta anche all'udienza preliminare, è che i componenti della famiglia Pace si limitassero ad affittare gli appartamenti e le stanze di loro proprietà ma non avessero alcuna consapevolezza del fatto che all'interno si esercitasse un'attività di prostituzione nella quale, in ogni caso, non avevano alcun ruolo.

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