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Giro di prostituzione al "Dolce Vita", l'udienza preliminare non decolla

Ancora un rinvio per l'impedimento di un difensore, la vicenda approda in aula dopo dodici anni

Quarto rinvio, ma questa volta non per un problema di notifiche, all’udienza preliminare scaturita dall’inchiesta sul presunto giro di squillo assoldate dalla Romania e fatte prostituire nel locale "Dolce vita", lungo la strada industriale. Ieri mattina, davanti al gup Francesco Provenzano, la vicenda doveva approdare in aula, a distanza di dodici anni dall’operazione, ma c’è stato uno slittamento per l’impedimento di uno dei difensori, l’avvocato Antonino Gaziano, impegnato al carcere romano di Rebibbia al processo di mafia “Montagna”, dove è stato interrogato il collaboratore di giustizia Giuseppe Quaranta. L’udienza riprende il 19 dicembre. Il pubblico ministero Elenia Manno ha chiesto il rinvio a giudizio di undici persone, quasi tutte all’epoca furono destinatarie di una misura cautelare.

Si tratta di Elena Acujboaei, 41 anni, rumena; Mario Ciulla, 35 anni, di Agrigento; Maria Balan, 64 anni, rumena; Vito Destro, 52 anni, favarese; Elis Ana Acujboaei, 39 anni, romena; Andrea Amato, 48 anni, di Porto Empedocle; Robert Florin Tesoi, 35 anni, rumeno; Neculai Zavache, 35 anni, rumeno; Vasile Sorin Chiriac, 47 anni, rumeno; Giovanni Corvaia, 40 anni, di Agrigento e Antonio Caramazza, 43 anni, di Favara. Le accuse nei confronti degli imputati sono di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ed esercizio della prostituzione. 

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