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Linosa, sit - in di protesta dei genitori davanti alla scuola media

Hanno formato un presidio nell'istituto dell'isola, contro la mancanza di docenti che sta rendendo difficile l'avvio dell'anno scolastico

Da due giorni i ragazzi di Linosa non frequentano la scuola media. O meglio, sono i genitori ad avere preso il loro posto, formando un presidio nell'istituto dell'isola, dando vita a questa forma di “protesta” contro la mancanza di docenti che sta rendendo difficile l'avvio dell'anno scolastico.

“Ad oggi – ha detto il presidente del Consiglio, Gerardo Errera, che si è fatto portavoce delle istanze di questi linosani – non c'è che una insegnante di Italiano, ma perché è del posto. La scuola dell'obbligo a Linosa non viene garantita come nel resto d'Italia”. L'anno scorso lo stesso Errera e 28 genitori avevano chiesto al presidente della Repubblica, a quello del Consiglio dei ministri, così come alle istituzioni regionali e al prefetto Nicola Diomede, una indagine ispettiva o la nomina di “un commissario prefettizio, non politico, per verificare lo stato della scuola dell'obbligo delle isole di Lampedusa e di Linosa”.

In realtà le procedure di mobilità, cui seguono le assegnazioni provvisorie, le utilizzazioni e gli incarichi e tempo determinato, sono la causa maggiore del “rallentamento” che ogni anno subisce l'avvio dell'anno scolastico nelle Pelagie. La concausa del rifiuto opposto, o del mancato raggiungimento della sede scolastica, da parte di molti docenti, è invece cagionata dall'enormità del costo che si affronta per il viaggio e la permanenza fuori da casa propria.

Occorrerebbero delle deroghe o delle agevolazioni (a chi presta continuativamente il servizio, ovviamente), e comunque le soluzioni dovrebbero provenire, a cascata, dal Governo centrale o da quello regionale che ne hanno titolo, ma l'opzione non pare essere neppure all'esame di chi di dovere. A cercare di spiegare la situazione è la preside Rosanna Genco che, nel limite delle sue competenze, ha assicurato di avere coperto anche il posto di matematica e scienze per altre 9 ore e di stare scorrendo le graduatorie per le altre 5 ore del posto d'Inglese, oltre che per le discipline che hanno un monte ore inferiore.

“Lavoro all'avvio dell'anno scolastico da prima che iniziasse. Ho rappresentato le nostre istanze in più sedi, anche a livello ministeriale – dice la dirigente – perché ciò a cui tendiamo è garantire il diritto allo studio, la nostra finalità è garantire e migliorare l'offerta formativa. Ma ci sono difficoltà oggettive, che comunque sono comuni a molte parti d'Italia anche per via di questa riforma. Non appena l'Ufficio scolastico terminerà le nomine e completerà gli spezzoni orari, si normalizzerà. Finora ho chiamato sostituti fino a che non arriverà l'avente titolo”. 

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