Cronaca

Docenti in mobilità: «E' un nostro diritto tornare ad Agrigento»

"Siamo la voce di migliaia di docenti di ruolo titolari in tutte le provincie siciliane e d'Italia costretti a prestare servizio lontano dai luoghi di residenza". E' quanto scrive un'associazione di docenti, l'"Associazione insegnanti in movimento-Comitato docenti immobilizzati", ormai esasperati. Il 2 aprile saranno in sit-in alle 11 davanti all'Ufficio scolastico regionale di Palermo

"Siamo la voce di migliaia di docenti di ruolo titolari in tutte le provincie siciliane e d’Italia costretti a prestare servizio lontano dai luoghi di residenza, a causa di  norme spesso disarmoniche, illogiche e irrispettose del merito che si sono susseguite nel tempo".

E' quanto scrive un'associazione di docenti, l'"Associazione insegnanti in movimento-Comitato docenti immobilizzati", ormai esasperati da quanto accade nel mondo della scuola, in cui è sempre più difficile per i docenti di ruolo avvicinarsi al luogo di residenza anche dopo anni di attesa. Di seguito il loro "sfogo" e le proposte che nel concreto potrebbero, a loro parere, sbrogliare la matassa.

"Anche quest'anno migliaia di  docenti di ruolo, bloccati da anni in varie province italiane, parteciperanno alle operazioni di mobilità, consapevoli che, a causa della irrisoria consistenza dell'attuale organico di diritto, non riusciranno ad ottenere il trasferimento nella provincia di residenza così da ricongiungersi alle proprie famiglie, con conseguenti disagi di ogni genere. Si precisa che il suddetto blocco nelle varie province supera di gran lunga quello dei tre anni  stabilito, perché in media i docenti in questione sono in attesa di trasferimento da circa 10 anni! La tanto sbandierata riforma della “Buona scuola” , contenente tra l’altro un piano straordinario di assunzioni dei docenti precari, ha di fatto scatenato una guerra tra poveri:  da una parte ci siamo noi , docenti di ruolo, che chiediamo da anni il trasferimento nella provincia di residenza e da anni veniamo puntualmente ignorati perché, si dice, non ci sono i posti disponibili; adesso i posti verranno creati ma noi continuiamo ad essere ignorati, perché i nuovi posti creati grazie all’organico dell’autonomia, compresi gli spezzoni orari, non sono utili per le procedure di mobilità! E tutto questo  nonostante nel tempo abbiamo maturato professionalità e  punteggi altissimi dovuti ai titoli conseguiti,  (non ultimo il superamento di un regolare concorso a cattedra) , al servizio prestato come precari e di ruolo, ad incarichi rivestiti all’interno delle varie Istituzioni Scolastiche, alla partecipazione a  progetti, corsi di formazione, aggiornamento, ecc. Per inciso, tutto ciò rientrerebbe nella valorizzazione  del “merito” che ci viene suggerito come lo spartiacque della nuova era scolastica varata dalla "Buona scuola" ma , a quanto pare, per noi non si tiene conto del “merito”  e della professionalità acquisiti in tutti questi anni di servizio regolarmente prestato alle dipendenze delle varie Istituzioni Scolastiche Statali! Dall’altra parte ci sono i docenti precari; per altro all’interno di questa compagine ci sono due fazioni , i docenti vincitori di concorso e i docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento (altra lotta intestina)! Tutti gli uni contro gli altri alla ricerca di una stabilità lavorativa che , guarda caso, dovrebbe essere garantita dalla nostra Costituzione!!!!! Crediamo sia arrivato il momento di dire basta! Lo Stato non può continuare ad ignorare le nostre richieste legittime , garantite dal nostro Ordinamento giuridico, fingendo di ignorare il problema e collocandoci in una frangia che sta a metà tra gli esodati e gli esiliati!".

Gli stessi portavoce dell'associazione, facendosi portatori anche dei tantissimi docenti di ruolo in attesa di trasferimento, rivendicano con forza il diritto ad ottenere il trasferimento nella rispettiva provincia di residenza.

"A tal fine - scrivono - chiediamo che:
- Il ddl "La buona scuola", convertito in legge, preveda un piano straordinario di mobilità interprovinciale, già a partire dalle operazioni in corso di espletamento riferite al CCNL sulla mobilità del personale docente ed educativo della scuola, firmato tra il governo e le organizzazioni sindacali di categoria nell’anno 2015, su tutti i posti vacanti e disponibili del neocostituito organico dell’autonomia così da non eludere il principio del previo esperimento delle procedure di mobilità;
- Ove il ddl "La buona scuola"’ venga convertito in legge in tempi successivi a quelli riferiti alle operazioni di mobilità e il Governo proceda in via prioritaria, attraverso un decreto legge, solo al piano di immissioni in ruolo di 100.000 docenti per l’a. s. 2015/2016, in tempi non compatibili previsti dalla contrattazione per le operazioni di mobilità, vengano quindi riaperti i termini del CCNL sulla mobilità 2015 al fine di procedere ad un piano straordinario di mobilità interprovinciale su tutti i posti vacanti e disponibili trasformati da organico di fatto a quello di diritto così da non eludere il principio del previo esperimento delle procedure di mobilità;
- Il ddl "La buona scuola", convertito in legge, non preveda dall’ a. s. 2015/2016 in poi, albi territoriali per gli insegnanti di ruolo in mobilità interprovinciale ma che si continui a procedere seguendo l’attuale sistema di contrattazione tra il governo e le organizzazioni sindacali, garantendo la possibilità del trasferimento definitivo nella provincia richiesta escludendo pertanto un’assegnazione provvisoria di durata triennale conferita dal dirigente scolastico;
- Il ddl "La buona scuola", preveda l’abolizione del vincolo triennale di permanenza nella provincia di immissione in ruolo.
- Il ddl "La buona scuola"’ non contenga il blocco delle assegnazioni provvisorie e utilizzazioni, per l’anno scolastico 2015/2016 e per i futuri anni scolastici. Avvicinamento necessario per tutti coloro che devono ricongiungersi ai familiari (con legge104, genitori anziani, mogli, mariti e figli etc..).

Si evidenzia infine che l’accoglimento delle richieste sopra proposte in particolare ai punti 1 e 2 , oltre a consentire che il Piano di assunzioni previsto nel ddl avvenga nel rispetto delle norme vigenti, non andrebbe in alcun modo ad incidere sull’ iniziativa del Governo di procedere con l’immissione in ruolo dell’attuale bacino di docenti precari, garantendo dunque il giusto contemperamento dei contrapposti interessi in gioco secondo criteri di legalità e nell’interesse pubblico.   Al riguardo, ci si permette di suggerire che la costituente Graduatoria Nazionale prevista nel ddl "La buona scuola" consentirebbe ai precari di potere essere assunti su tutto il territorio nazionale e, dunque, di non vedere diminuite, bensì, aumentate le chances di assunzione".

 Il 2 aprile saranno in sit-in alle 11 davanti all'Ufficio scolastico regionale di Palermo.

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