Sabato, 13 Luglio 2024
La polemica

Pronto soccorso, solo 6 medici per far fronte a 4500 accessi al mese: la denuncia dell'ex primario

Sergio Vaccaro ha presentato una dura lettera di dimissioni all'Asp dopo pochi mesi dal suo insediamento

Sei medici in turno - a fronte dei 22 previsti - per gestire un pronto soccorso che ogni mese fornisce assistenza a 4500 persone.

Sono numeri impressionanti quelli che vengono cristallizzati in un verbale dei carabinieri del Nas che, nei mesi scorsi, erano stati in visita al "San Giovanni di Dio" proprio per riscontare se vi fosse un rispetto di quanto previsto dall'Assessorato alla Salute. Lo si scopre solo adesso, perché il passaggio è contenuto in una lunga lettera con cui, il primario del pronto soccorso, Sergio Vaccaro, a pochi mesi dalla nomina decide di dimettersi "per giusta causa" dall'incarico.

Un documento lungo sei pagine e denso di contenuti, nel quale il dirigente (che rimarrà in carica fino al 24 luglio) evidenzia di aver prodotto "molteplici segnalazioni alla direzione sanitaria di presidio e ai vertici aziendali denunciando il grave ed atavico stato emergenziale determinato dalla mancanza di personale dirigenziale medico e paramedico". Trentadue in totale le note firmate nelle quali si ribadivano  “numerose criticità strutturali e di dotazione di personale medico e paramedico al Pronto soccorso...A causa dell’impossibilità a garantire la normale turnazione – nonostante fosse ampiamente comunicata alla Direzione aziendale di presidio – non di rado ho effettuato, non certo per mia volontà ma perché costretto dalla negligenza altrui, turni lavorativi continui che, in alcune circostanze, hanno superato le 30 ore. Questo – prosegue Vaccaro – comporta un inevitabile rischio clinico che, nonostante sia stato più volte segnalato, si è tradotto in un disinteresse da parte dell’Azienda con annessa grave responsabilità”.

Nonostante, dice Vaccaro, lui abbia cercato di “garantire con assoluta diligenza ogni deficit organizzativo provocato da assenze di personale – scrive – la situazione peggiorativa delle condizioni di lavoro, associate a una inerzia dei vertici aziendali nel non volere affrontare la situazione, denota una responsabilità che rientra nell’alveo delle ipotesi di cui all’articolo 2119 c.c. (recesso contrattuale per giusta causa ndr). La carenza di personale medico è stata colmata per di più con la mia attività lavorativa difatti, nonostante i congrui preavvisi alla Direzione di presidio, mi sono trovato a svolgere il ruolo di medico di sala … e ciò denota una responsabilità del datore di lavoro che non risulta conforme alla normativa".

Una situazione che ha avuto ripercussioni sui pazienti e i cittadini in termini di mancato servizio, ma che dice Vaccaro, ha provocato a lui "stress psicologico, attacchi di panico, stato di agitazione e tachicardia. Tutto ciò determina una gravità oggettiva nell’espletamento del ruolo di direttore del Pronto soccorso. Seppur conscio che le mie dimissioni per giusta causa producono effetto immediato, per mero spirito di servizio, comunico quale interruzione del rapporto di lavoro la data del 24 luglio prossimo per consentire, all’Azienda, le più opportune valutazioni per garantire una migliore gestione del servizio”.
 

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