Domenica, 14 Luglio 2024
L'iniziativa / Realmonte

“Villa Romana da valorizzare”: chiesta l’installazione di un impianto di illuminazione

La proposta arriva dal professore Daniele Malfitana, ordinario di archeologia all’Università di Catania che dirige l’attuale campagna di scavi

Valorizzare il sito archeologico di villa Romana di contrada Durrueli a Realmonte, in cui è in corso una campagna di scavi condotta dalla scuola di specializzazione in Beni archeologici diretta dal professore Daniele Malfitana, con un impianto d’illuminazione con tecnologie a led di ultima generazione. 

Tutto questo anche per consentire la visita al sito in orario serale, al tramonto, coinvolgendo nel percorso della suggestiva villa in riva al mare non solo la comunità locale ma anche i turisti che nel periodo estivo, numerosi, si recano sul litorale realmontino. L’idea progettuale è stata ben accolta dal sindaco di Realmonte, Sabrina Lattuca, che ha manifestato immediatamente grande disponibilità nell’accogliere la proposta di Malfitana che dirige la campagna di scavi realizzata in collaborazione con il Parco archeologico della Valle dei templi e il consiglio nazionale delle ricerche con l’istituto di Scienze del patrimonio culturale di Catania e l’istituto di studi sul Mediterraneo di Napoli.

Tra le attività previste, a latere delle indagini archeologiche, nell’ambito di un progetto Pnrr guidato dall’ateneo catanese focalizzato sui temi della valorizzazione del patrimonio archeologico, sarà possibile prevedere l’impianto d’illumonazione finalizzato non solo alla promozione, ma anche alla tutela dell’area archeologica poiché nelle ore serali il tratto di strada è completamente al buio. 

“Un altra importantissima iniziativa - ha detto il sindaco Sabrina Lattuca - in collaborazione con l'università di Catania che vede il Comune di Realmonte protagonista, con uno spirito collaborativo e in rapporto di reciprocità. Grazie ad un progetto con l'Ente Parco, finalizzato alla ricerca e allo studio dei reperti e delle stanze del sito archeologico, risalenti alla fine del primo secolo e l'inizio del secondo secolo d.c., il professore Malfitana ha contattato il Comune chiedendo la sua collaborazione. Il nostro ente ha subito offerto ospitalità a professori, ricercatori, dottorandi e studenti”.

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