Cronaca

Arresto sindaco Licata, il procuratore: "Grave offesa per tutta la classe forense"

Ma proprio mentre il capo della Procura pronuncia parole 'pesanti', la conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale di Licata esprime "massima solidarietà morale al sindaco". Una situazione che ha fatto arrossire non poco i presenti

Un momento della conferenza stampa

"E' un vulnus gravissimo per tutta la classe forense. E' una triste realtà che si scontra con quella rappresentata dagli avvocati onesti". Parole dure e cariche di rabbia quelle del procuratore capo di Agrigento, Renato Di Natale, che stamani ha spiegato in conferenza stampa i dettagli dell'operazione che ha visto l'arresto del sindaco di Licata, Angelo Balsamo, avvocato di professione, per una truffa legata al risarcimento di un incidente stradale. "Duole dover constatare che un avvocato, premiato poche settimane fa per i 25 anni di attività, pianifichi una falsa testimonianza per avere un ingiusto guadagno. Non è comprensibile, né tantomeno accettabile" ha detto ancora Di Natale.

Ma proprio mentre il capo della Procura pronuncia queste parole, la conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale di Licata, sotto la direzione del presidente Saverio Platamone, diffonde una nota stampa a nome dell’intero Consiglio Comunale, esprimendo "massima solidarietà morale al sindaco Angelo Balsamo". Una situazione che ha fatto arrossire non poco i presenti, considerato anche che la stessa Procura – se mai ci fosse il bisogno di precisarlo - ha basato le indagini su una registrazione audio in cui lo stesso sindaco ammette di aver commesso i gravi illeciti.

Angelo BalsamoLa registrazione, per l'appunto, riporta una conversazione tra Balsamo, Mary Ann Casaccio e la sorella Angela, rispettivamente madre e zia del ragazzino coinvolto nell'incidente stradale avvenuto nel 2008, attorno al quale – come dimostrato dalle indagini – l'avvocato licatese ha costruito la finta testimonianza per poi ottenere il risarcimento di circa 30mila euro. Una vicenda che sembrava nota a tutti a Licata, tanto che la registrazione è stata fatta pervenire al vicino Commissariato di Palma di Montechiaro e non al Commissariato Licatese, né alla locale Compagnia dei carabinieri.

"Lascio a voi le considerazioni sul fatto che abbiano preferito rivolgersi alla polizia di Palma, anziché ai carabinieri o ai poliziotti di Licata. Certo è che, comunque, - ha detto in conclusione il procuratore Di Natale – Balsamo è una persona molto conosciuta e 'potente' nel territorio licatese". L'attenzione si è poi spostata sulle indagini svolte dagli agenti di Palma, diretti dal vicequestore aggiunto Angelo Cavaleri. "Un lavoro minuzioso, prezioso e brillante – ha commentato il sostituto procuratore titolare dell'inchiesta, Salvatore Vella - . Ricordo ancora che in una delle Il pm Salvatore Vellatante serate trascorse in Commissariato per interrogare testimoni, due poliziotti che stavano smontando dal turno di volante hanno deciso di rimanere con noi a lavorare e a sentire le persone, anziché tornare ognuno a casa propria. Un gesto che mi ha fatto capire che esiste ancora tanta gente che crede fermamente nel proprio lavoro, guardando al di là di una semplice uniforme".

Il capo della Procura agrigentina, dopo aver ringraziato anche l'ufficio del gip per la velocità con cui è stata emessa l'ordinanza, ha anche preso in esame le parole dello stesso Balsamo che, intervistato lo scorso anno dopo la ricezione dell'avviso di garanzia, ha parlato di "congiura politica per 'disturbare' la campagna elettorale". "Questa ordinanza – ha spiegato Renato Di Natale – fa emergere perfettamente che non c'è stata alcuna attività posta in essere per andare contro l'allora candidato sindaco.   Torno a dire che, considerata la grande onestà della gran parte degli avvocati, ci sono soggetti che non hanno ragione di svolgere l'onorevole attività dell'avvocatura".

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