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Marcello Viola

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Procuratore capo di Roma, Marcello Viola impugna la nomina di Prestipino Giarritta

Gli avvocati Rubino e Impiduglia sostengono che il Csm, da un lato, ha ammesso come fosse acclarato il "mancato coinvolgimento” del magistrato rispetto al procedimento di Perugia e che lo stesso fosse “parte offesa rispetto alle macchinazioni o aspirazioni di altri”, ma dall’altro lato ha illegittimamente revocato l’originaria proposta

Il magistrato agrigentino Marcello Viola (originario di Cammarata, per la precisione) ha impugnato davanti al Tar Lazio la nomina di Michele Prestipino Giarritta quale procuratore della Repubblica al tribunale di Roma. 

Procuratore capo di Roma: il super favorito è il magistrato Marcello Viola

Nel 2018 è stato pubblicato il bando per il conferimento dell’ufficio direttivo di procuratore di Roma. La V commissione del Csm – nella seduta del 23 maggio del 2019 - avanzava al plenum una proposta di delibera, assunta a maggioranza (con quattro voti favorevoli), a favore di Marcello Viola, una proposta (con un voto favorevole) a favore di Francesco Lo Voi (procuratore della Repubblica di Palermo) e una proposta (con un voto favorevole) a favore di Giuseppe Creazzo (procuratore della Repubblica di Firenze). E' stata poi avviata dalla Procura della Repubblica di Perugia un’indagine relativa alle condotte del magistrato Luca Palamara (ex presidente dell’associazione nazionale magistrati) e di alcuni componenti del Csm. A seguito di questa indagine, il Csm acquisiva - da Perugia - copia delle relative trascrizioni e, successivamente, disponeva la revoca delle proposte originariamente formulate a favore di Viola, Creazzo e Lo Voi.

Nella seduta del 14 gennaio scorso, la V commissione del Csm formulava tre nuove proposte di conferimento dell’incarico di procuratore della Repubblica di Roma. I destinatari di tali proposte erano, questa volta, Francesco Lo Voi, Giuseppe Creazzo e iMichele Prestipino Giarritta (allora procuratore aggiunto di Roma). Il plenum del Csm - con deliberazione del 4 marzo scorso - approvava, a seguito di un doppio ballottaggio, la proposta a favore di Prestipino Giarritta e disponeva la nomina a procuratore della Repubblica.

Marcello Viola, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, ha impugnato innanzi al Tar Lazio Roma i provvedimenti con i quali Prestipino Giarritta è stato nominato procuratore della Repubblica di Roma. Gli avvocati Rubino e Impiduglia hanno sostenuto che il Csm, da un lato, ha ammesso come fosse acclarato il "mancato coinvolgimento” del magistrato Viola rispetto al procedimento di Perugia e che lo stesso fosse “parte offesa rispetto alle macchinazioni o aspirazioni di altri”, ma dall’altro lato ha illegittimamente revocato l’originaria proposta a favore di quest’ultimo e, senza esternare alcuna motivazione idonea a giustificare tale cambio di indirizzo, non ha formulato nei suoi confronti alcuna nuova proposta.

Con il ricorso, i legali hanno sostenuto che il Csm avrebbe valorizzato – in modo decisivo - il radicamento territoriale di Prestipino Giarritta e la conoscenza da parte di quest’ultimo del contesto di riferimento della Procura di Roma, senza condurre correttamente il giudizio comparativo e omettendo di valutare i numerosi titoli e le importanti esperienze vantate da Viola. Con il ricorso, gli avvocati Rubino e Impiduglia - citando precedenti giurisprudenziali del Tar e del Consiglio di Stato - hanno sostenuto che il Csm avrebbe errato nel ritenere prevalente il profilo di Prestipino Giarritta nonostante lo stesso avesse svolto solo funzioni semidirettive (quale procuratore Aggiunto presso le Procure di Reggio Calabria e di Roma) a fronte delle funzioni direttive svolte da Viola (che è stato procuratore della Repubblica a Trapani ed è attualmente procuratore Generale presso la Corte d’appello di Firenze). Sempre i legali hanno sostenuto che il Csm avrebbe errato nel ritenere prevalente l’esperienza di  Prestipino Giarritta in materia di criminalità organizzata, senza tenere adeguatamente conto delle esperienze di Viola quale Procuratore della Repubblica di Trapani (ossia un territorio con una radicata presenza di complesse strutture criminali di tipo mafioso), quale componente della Direzione distrettuale antimafia di Palermo e quale gip al tribunale di Palermo.

Nei prossimi mesi, si terrà davanti al Tar Lazio l’udienza di discussione del ricorso.

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