Martedì, 16 Luglio 2024

“E chiamamu a cu n'aiuta”: la città saluta San Calogero tra gli applausi e con qualche strappo alla regola

Nella prima processione della festa non tutte le disposizioni della Questura sono state rispettate. La prossima settimana potrebbero scattare dei provvedimenti


Nonostante qualche protesta per le disposizioni di sicurezza che vietavano la presenza di pubblico sulle scale e la estenuante mediazione con i devoti del rettore don Gerlando Montana Lampo, che ha ripetutamente chiesto di lasciare libero il passaggio della vara con il simulacro, la prima uscita della statua di San Calogero è stata comunque accolta con gioia dalle migliaia di agrigentini che la attendevano con ansia. Al ritmo incessante dei tammurinara e accompagnato dalla immancabile “Zingarella”, un bagno di folla ha “scortato”il simulacro nel suo cammino per le strade della città.

San Calogero, la città dei templi vive la prima domenica di festa

Anche quest'anno, per la seconda volta consecutiva, era stato imposto il divieto ai devoti di salire per baciare la statua. Prescrizione che è stata violata in qualche occasione e che potrebbe provocare dei provvedimenti della Questura in vista della processione di domenica prossima. Come da tradizione il simulacro ha anche effettuato una sosta davanti alla sede territoriale del governo con l'omaggio floreale del neo prefetto Filippo Romano al Santo nero.

San Calogero, tutti sulla scalinata e nel sagrato, le forze dell’ordine intervengono e i fedeli protestano: “Noi non ci spostiamo”

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