Cronaca Valle dei Templi

"Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa", la "Valle dei templi" rappresenterà l'Italia

Vincitore tra i 97 candidati in lizza, il progetto "Agri Gentium. Landscape regenaration" adesso concorrerà per il riconoscimento su scala comunitaria

La locandina illustrativa del progetto "Agrigentium"

"Il modello di gestione della Valle dei tempi è eccellente". A dirlo è il Ministero per i Beni culturali che, bandito un apposito "concorso", ha stabilito che proprio la Valle rappresenterà l'Italia nell'ambito della quinta edizione del "Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa". Agrigento e la sua Valle, dopo essersi "piazzate" prima tra i 97 candidati tricolore, grazie al progetto "Agri Gentium. Landscape regenaration" adesso concorrono per l'ambito riconoscimento su scala europea.

La commissione istituita dal Mibact ha valutato "di particolare eccellenza" il progetto volto "alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio e del patrimonio materiale e immateriale", ed ha riconosciuto al Parco il grande merito di essere riuscito a raggiungere alti obiettivi in mabito di riqualificazione dei luoghi attraverso la "valorizzazione di tutte le componenti storico-culturali" così come nella "crescita civile e culturale delle comunità locali". A rendere possibile l'attuazione del progetto sono stati anche l’Università degli Studi di Palermo, Facoltà di Agraria e l’Azienda ‘Val Paradiso srl’,  il ‘Giardino della Kolymbethra’ – Fai, l’Associazione di cultura e attività ferroviaria ‘Ferrovie Kaos’ e l’Azienda Cva Canicattì.

Tra i candidati in lizza figurava anche il Comune di Realmonte che, con "Liberare la bellezza: un processo virtuoso per il paesaggio della Scala dei Turchi", è stato ritenuto meritevole di menzione (tra i 14 ammessi) per la tematica "Legalità e paesaggio, lotta all’abusivismo attraverso la valorizzazione delle qualità territoriali".

Grande soddisfazione ha espresso il direttore dell'ente Parco, Giuseppe Parello. "Si tratta per noi di un riconoscimento dell'attività svolta in questi anni - ha detto -. Il progetto non è altro che la sintesi di un modello di gestione che siamo fieri sia stato ritenuto eccellente. E' una soddisfazione senza eguali aver vinto il premio nazionale istituito quest’anno per la prima volta, e ancora di più lo è rappresentare la nazione nel contesto europeo.

Il riconoscimento va ad un progetto complesso, condotto negli anni, la cui maggiore evidenza è quella di un nuovo modo di tutelare il paesaggio, con il coinvolgimento della comunità. I beni culturali devono prima essere patromonio delle comunità, che le devono sentire proprie e sviluppare un senso di appartenenza che, poi, rende automatico il processo di tutela, salvaguardia e valorizzazione. Questo è l'obiettivo dell'intero progetto ed è stato colto, evidenziando che si tratta di un innovativo modo di gestire queste ricchezze del territorio, comprendendo anche il coinvolgimento di istituzioni e comunità nel restauro attivo del paesaggio".

Tra le "politiche di eccellenza" evidenziate nella gestione del Parco, la commissione ha sottolineato "la capacità di sviluppare una cooperazione tra soggetti pubblici e privati considerata quale concreto elemento di forza per una tutela paesaggistica attiva e di rigenerazione ambientale"; i "i benefici indotti nei soggetti che operano nel settore della produzione agricola, incoraggiando il ricorso ad antiche tecniche biocompatibili, nelle aree protette del Parco date in concessione"; "aver attivato la ricerca e gli studi finalizzati alla valorizzazione della componente significativa costituita dalla ruralità nelle aree del Parco, i cui esiti hanno permesso la creazione di nuove forme di conoscenza didattica e turismo".

Tra questi figurano "I Patriarchi vegetali della Valle dei Templi": itinerario di visita alla scoperta di monumentali esemplari di olivi, carrubi e mirti inseriti nel volume “I grandi alberi di Sicilia”. Una planimetria illustra l’intero percorso e contiene anche le schede delle caratteristiche morfologiche di ogni singolo esemplare, cenni sull’origine, la diffusione, la storia, i miti classici e gli usi nella tradizione.

Ma anche la realizzazione del Laboratorio per la caratterizzazione e conservazione del germoplasma di mandorlo, olivo e pistacchio. Il "Museo Vivente del Mandorlo 'Francesco Monastra'", un campo-collezione che conserva circa 300 varietà tradizionali dell’antica mandorlicoltura siciliana. Oltre che a conservare la biodiversità, ha anche la funzione di mostrare, con finalità didattiche, le tecniche colturali dell’agricoltura tradizionale. La banca di germoplasma, servirà a valutare le varietà in funzione del loro valore paesaggistico e potrà stimolare la promozione di produzioni pasticciere, legate al mandorlo e ai suoi prodotti. Un originale esempio di musealizzazione all’aperto. L'intero progetto sarà illustrato alla stampa lunedì 13 febbraio a Casa Sanfilippo.

A commentare l'esito del concorso è stato anche il ministro degli Esteri, Angelino Alfano. "Agrigento rappresenterà l’Italia nella corsa al Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa. Una grande opportunità per la mia amata città", ha detto.

Lunedì alle 12, nella sala convegni di Casa Sanfilippo, il progetto sarà presentato alla stampa. Interverranno, fra gli altri, l'assessore ai Beni culturali Carlo Vermiglio e il direttore del Parco, Pietro Parello.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Premio del paesaggio del Consiglio d’Europa", la "Valle dei templi" rappresenterà l'Italia

AgrigentoNotizie è in caricamento