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La Valle dei Templi

La Valle dei Templi

La Valle dei Templi sul tetto d'Europa, i dettagli della candidatura al premio

Il progetto si chiama "Agri Gentum: Landscape Regeneration" e nasce dalla cooperazione tra partner pubblici e privati

Agrigento sul tetto d’Europa. Non è un sogno, ma una realtà voluta e ottenuta dall’Ente parco. La Valle dei Templi è candidata al premio del paesaggio, rappresentando l’Italia in Europa.  Il progetto si chiama "Agri Gentum: Landscape Regeneration” e nasce dalla cooperazione tra partner pubblici e privati. La candidatura al premio è stata "presentata" questa mattina. A casa Sanfilippo, sono stati illustrati i dettagli dell'importante progetto.

"E’ un riconoscimento importante, non solo per il Parco ma anche per il territorio - ha detto Giuseppe Parello, direttore dell'ente Parco- durante la conferenza stampa di presentazione del premio. Abbiamo fatto mille progetti, di tutela ma anche di valorizzazione del paesaggio. L’elemento principale è che stato attivato il restauro antico del paesaggio attraverso la collaborazione con la città e con i cittadini, questo è un elemento fondamentale. La motivazione dice che questa convenzione è stata applicata in maniera eccezionale. Per noi è una grande soddisfazione. Il nostro modello di gestione è innovativo tanto da essere posto come candidatura per il premio europeo".

Nel dettaglio il progetto è articolato in più azioni.  Il gruppo di lavoro che ha predisposto la candidatura al premio è composto da Giusepe Parello, Calogero Liotta, Maria Ala, Desiderio Carlino e Pietro Fattori. 

Il progetto è stato presentato dal parco archeologico Valle dei Templi, ed è stato attuato dall’università degli studi di Palermo, dall’azienda Val Paradiso, dal Giardino della Kolymbetrha, dalle Ferrovie Kaos e dall’azienda Cva di Canicattì. Il progetto è stato scelto tra le 97 proposte di candidatura.  “Capace di coniugare la tutela e la valorizzazione del singolare patrimonio culturale costituito  dalle antiche testimonianze archeologiche”. E’ questa una delle motivazioni del “si” alla candidatura, ma anche "la capacità di coinvolgimento della popolazione locale, rafforzando la sensibilità e la consapevolezza pubblica verso i valori del paesaggio, quale elemento imprescindibile di crescita culturale per il raggiungimento di un benessere individuale e collettivo”.

Agrigento riconosce le sue potenzialità, tanto da – secondo quanto riferisce la commissione – apprezzarne le bellezze. Un lavoro di sinergia, portato avanti negli anni, lavoro che ha prodotto l’importante candidatura. Agrigento si è fatta spazio a suon di bellezze, tanto da scansare città importanti. Dal recupero del Giardino della Kolymbetrha, alla produzione dell’olio Diodoros, questi alcuni dei motivi, che hanno spinto i vertici dell’importante premio a candidare la città.  La finalità è quella di promuovere e sensibilizzare il bene pubblico. 

“Il prestigioso riconoscimento attribuito al Parco di Agrigento è la conferma di un modo di operare virtuoso, riflesso di una nuova visione di gestione e valorizzazione del paesaggio in cui la partecipazione delle comunità territoriali, eredi e custodi del patrimonio culturale e naturale, e la collaborazione con soggetti pubblici e privati, è la condizione essenziale e il punto di valore". Queste le parole dell'assessore ai Beni culturali, Carlo Vermiglio.

"Il paesaggio - dichiara - è la rappresentazione e il racconto della storia, passata e recente, con le sue contraddizioni e le sue ricchezze, ma è anche un patrimonio di risorse identitarie, in cui ogni giorno siamo chiamati responsabilmente ad agire in un’ottica volta migliorare la qualità della vita dei cittadini e costruire il futuro dei territori.Tutelare attivamente il nostro patrimonio e saper fondere, in una dinamica progettualità, cultura, territorio, paesaggio ed economie è la sfida del presente che il Parco di Agrigento ha dimostrato di sapere affrontare e che vogliamo estendere anche in altri contesti".

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