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(foto ARCHIVIO)

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"Non fornì una carretta del mare a Ong per museo": condannata la Prefettura

La struttura sarà incentrata sulla storia e sulla narrativa universale dell’emigrazione e sarà situata nel "Fenix II", un magazzino monumentale nel Porto di Rotterdam

Condannata per il silenzio serbato ad una "semplicissima" richiesta: fornire un vecchio barchino usato dai migranti ad una Ong per realizzare una mostra a Rotterdam.

La Prefettura di Agrigento e il ministero dell'Interno si sono visti nei giorni scorsi recapitare una sentenza del Tar Palermo che, appunto, contesta "l'llegittimo" silenzio serbato dall'ufficio territoriale del Governo alla richiesta avanzata dalla Stichting Droom En Daad, la quale il 24 gennaio del 2019 aveva presentato una richiesta (inoltrata anche alla Procura e alle Dogane) con cui si chiedeva "di prendere in custodia una barca in legno per il trasbordo di migranti proveniente da Lampedusa all’esclusivo fine di esporla presso un nuovo museo incentrato sulla storia e sulla narrativa universale dell’emigrazione, situato nel 'Fenix II', un magazzino monumentale nel Porto di Rotterdam". Tutte le operazioni, sia chiaro, sarebbero state a carico esclusivo del richiedente.

Una presenza simbolica, evidentemente, dato il valore che Lampedusa ha assunto ormai a livello universale come porta del Mediterraneo, e una prassi, quella di cedere vecchie imbarcazioni ad associazioni e fondazioni, che il Consiglio dei Ministri ha persino agevolato, sostenendo che questo avrebbe consentito anche una riduzione dei costi per smaltimento.

La richiesta della Ong venne esitata a luglio da Procura e Dogane, ma non dalla Prefettura, che in quel mese ricevette una diffida che, ancora una volta, venne di fatto snobbata. Sia chiaro, dice il Tar, il prefetto pro tempore avrebbe potuto anche rifiutarsi di concedere la barca - che doveva comunque essere non sottoposta a sequestro - ma avrebbe dovuto comunque fornire una risposta in un senso o in un altro.

Così il Tar, accogliendo il ricorso, ha già nominato un commissario che dovrà subentrare in caso di ulteriore silenzio da parte della Prefettura (che avrà adesso 30 giorni per rispondere) e ha condannato il ministero alle spese legali.

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