"Fa irruzione in casa dell'ex, la picchia e la violenta": condanna definitiva e arresto per 37enne

A salvare la donna era stata la figlia che lo ha convinto a desistere, la drammatica testimonianza in aula: "Ho temuto di morire"

Foto archivio

Fa irruzione in casa dell'ex compagna, la picchia e la violenta: ad evitare il peggio è la loro figlia che riesce a farlo desistere. La Cassazione, dichiarando inammissibile il ricorso della difesa, affidata all'avvocato Salvatore Collura, ha reso definitiva la condanna a 6 anni e 6 mesi di carcere per trentasettenne di Porto Empedocle F.G. (di cui si omettono le generalità a tutela della privacy della vittima) riconosciuto colpevole di violazione di domicilio, lesioni aggravate e violenza sessuale.

L'uomo, ai domiciliari dal 2 giugno del 2017, nei prossimi giorni finirà in carcere per espiare il resto della condanna. Il trentasettenne, secondo quanto ha accertato il processo, è andato a casa dell'ex e si è introdotto contro la sua volontà, facendo cenno alla figlia di allontanarsi. Poi ha picchiato la donna, stringendole anche le mani sul collo, e l'ha violentata.

Il successivo intervento della figlia lo ha convinto a desistere. Il trentasettenne ha sempre negato le accuse dicendo che le ferite della donna erano la conseguenza del fatto che la stessa lo aveva aggredito e gli aveva tirato addosso un telefono, dopo essere andato a casa sua per trovare la bambina. Per questo era stato costretto a difendersi.

Una versione dei fatti che non ha convinto i giudici anche perchè sconfessata dagli accertamenti medici fatti sulla donna che hanno provato le violenze subite.

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La vittima, adesso, che si è costituita parte civile con l'assistenza dell'avvocato Daniela Posante, oltre ad avere ottenuto da subito una provvisionale, vale a dire un anticipo del risarcimento di 5 mila euro, subito esecutivo, avrà un risarcimento che sarà quantificato in sede civile. 

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