Truffa nella vendita dei farmaci, il pm: "I dieci imputati vanno condannati"

Il magistrato Simona Faga, però, ha escluso l'esistenza dell'associazione a delinquere

"Le due parafarmacie erano state trasformate in autentiche farmacie, tanto erano entrambe sue. Si rubavano farmaci e si vendevano sotto banco. Grazie alla complicità di medici che emettevano ricette false si faceva di tutto, in una circostanza è stato venduto anche un farmaco fuori dal mercato con una certificazione che aveva la data contraffatta".

Per il pubblico ministero Simona Faga i dieci imputati del processo per la truffa nella vendita dei farmaci vanno condannati. Esclusa, però, l'esistenza dell'associazione a delinquere per la quale è stata chiesta l'assoluzione. 

Tensioni in aula prima del processo

Il principale imputato è il farmacista Mario Terrana, 65 anni, che si sarebbe avvalso della collaborazione di medici compiacenti che gli fornivano le ricette all’insaputa dei loro assistiti. Terrana è titolare di una farmacia a Porto Empedocle e di due parafarmacie che avrebbe utilizzato per vendere abusivamente farmaci privi delle cosiddette fustelle, le targhette identificative obbligatorie per legge. Nei suoi confronti il pm ha chiesto la condanna a 4 anni. Le accuse per le quali è stata chiesta la condanna sono la truffa aggravata, il falso, l'esercizio abusivo della professione e la ricettazione.

Istruttoria chiusa a tempo di record

Sul banco degli imputati siedono anche Ninì Mirella Pace, 64 anni, moglie di Terrana (un anno e dieci mesi è la richiesta); Cinzia Venturella, 35 anni di Ribera (2 anni e 4 mesi); Carmelinda Strazzeri, 37 anni di Mazzarino (1 anno e 4 mesi), farmaciste collaboratrici della farmacia di Terrana; Gino Montante, 71 anni di Agrigento (2 anni e 6 mesi) e Andrea Savatteri, 66 anni di Porto Empedocle (2 anni e 2 mesi), medici di base, e Michele Alletto, 49 anni di Agrigento (1 anno e 6 mesi), dipendente della farmacia di Terrana. Nella lista degli imputati anche i medici Raffaele Sanzo, 57 anni (1 anno e 6 mesi), e Carmelo Amato, 67 anni (2 anni e 2 mesi), e il canicattinese Salvatore Cani, 53 anni (8 mesi), addetto a un deposito di medicinali. Le accuse ipotizzate, con ruoli e posizioni differenti, sono di associazione a delinquere finalizzata a truffa, falso, ricettazione ed esercizio abusivo della professione.

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