Cronaca

"Investì cognato con l'auto ma non voleva ucciderlo", condannato a 5 anni

I giudici riqualificano l'accusa di tentato omicidio in lesioni gravi nei confronti del 30enne Calogero Donato: il movente sarebbe legato a banali contrasti

(foto archivio)

Investì il cognato, dopo una serie di litigi maturati in ambito familiare, ma non lo fece con l'intenzione di ucciderlo ma di ferirlo. I giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Pinto, hanno condannato a 5 anni di reclusione, Calogero Donato, 30 anni, accusato di avere investito con la sua auto il cognato Rejes Bellanca.

L'imputazione di tentato omicidio è stata riqualificata in lesioni. Una pena di 300 euro di multa è stata inflitta allo stesso Bellanca, accusato di minaccia per le intimidazioni che avrebbe rivolto all'indirizzo del cognato dopo che lo stesso lo aveva investito.

Il movente sarebbe legato a pregressi contrasti maturati in ambito familiare ma non del tutto messi a fuoco. Bellanca aveva parlato genericamente di "invidie e gelosie" che avevano portato a una serie di ripicche progressive fino all'episodio che, per poco, non è sfociato in tragedia.

Il fatto al centro del processo è accaduto il primo aprile del 2016 in via dello Sport, a Porto Empedocle. Le versioni dei fatti fornite in aula da imputato e vittima sono diametralmente opposte. Bellanca sostiene di essere stato investito in pieno, alle spalle, mentre andava a trovare la madre e Donato racconta che il cognato, volontariamente, si sarebbe buttato contro l'auto.

I giudici, per provare a fugare i dubbi, hanno disposto una perizia collegiale, affidata al fisico Luigi Simonetto e al medico legale Giuseppe Ragazzi, per ricostruire dinamica e lesioni. Il pm Gloria Andreoli aveva chiesto la condanna a 9 anni per tentato omicidio sostenendo che pure le perizie conclusive avessero provato la volontà di uccidere da parte di Donato.

Al pm si era associata l'avvocato Teresa Alba Raguccia, difensore di Bellanca. "I testi e le perizie - ha replicato l'avvocato Serena Gramaglia, difensore di Donato - confermano solo che c'è stato un impatto che nessuno nega. I testi smentiscono Bellanca e la perizia balistica si sviluppa sulla base degli elementi di conoscenza messi a disposizioni dallo stesso imputato".

I giudici sono arrivati alla conclusione che l'impatto è stato volontario ma non c'è stata l'intenzione di uccidere.

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