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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca Porto Empedocle

Traffico di sostanze dopanti, il figlio scagiona la madre: "Credeva fossero integratori"

Il personal trainer Pietro Munisteri si giustifica e cerca di tirare fuori la donna: "Non sapevo fosse un reato così grave, ho litigato con mia mamma quando lo ha scoperto"

"Mia madre non sapeva nulla, credeva si trattasse di integratori. Quando mi ha scoperto, abbiamo litigato tanto che non vivevamo più insieme": Pietro Munisteri, personale trainer empedoclino di 35 anni, finito in carcere venerdì scorso, interrogato dal gip di Treviso, Angelo Mascolo, ha risposto alle domande provando ad attenuare la propria posizione e scagionare la madre.

"Non immaginavo fosse un reato così grave - ha spiegato -, mia mamma non sapeva nulla. Credeva che vendessi integratori".

Versione analoga anche della donna, la bidella 60enne Anna Maria Taormina, residente a Trevignano, ora ai domiciliari. L'accusa, per entrambi, è di avere gestito un ricco traffico di sostanze dopanti con cui rifornivano decine di body builder in tutta Italia e una decina di palestre della provincia di Treviso.

Al termine degli interrogatori, il difensore - l'avvocato Giuseppe Vincuguerra - ha chiesto la revoca della misura per la donna e gli arresti domiciliari per il figlio.

Munisteri, secondo quanto si è appreso nelle scorse ore, risultava formalmente disoccupato e percepiva il reddito di cittadinanza.

La madre, secondo la loro versione, riteneva che le sostanze fossero lecite. Dopo la perquisizione che i due hanno subito in casa loro un anno fa, la donna avrebbe litigato con il figlio comprendendo quello che stava facendo. 

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