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Traffico di migranti e contrabbando di tabacchi, riesame fa cadere alcune accuse

I giudici escludono l'associazione a delinquere per il ventinovenne Salvatore Spalma che, però, resta in carcere

Cade l’accusa di associazione a delinquere e l’aggravante, anche in questo caso legata al vincolo associativo, del reato di contrabbando di tabacchi: il tribunale del riesame ridimensiona di parecchio la posizione dell’agrigentino Salvatore Spalma, 29 anni, finito in carcere il 15 gennaio nell'operazione "Barbanera", coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Il collegio di giudici presieduto da Emilio Alparone, ai quali si è rivolto il difensore di Spalma, l’avvocato Salvatore Pennica, ha ritenuto insussistenti, dal punto di vista della gravità indiziaria, le accuse più gravi.

L'inchiesta "Barbanera" approda al riesame

Resta confermata, però, la misura cautelare del carcere. L'inchiesta ipotizza l’esistenza di un’organizzazione a delinquere che avrebbe messo in piedi un traffico di migranti e un contrabbando di tabacchi lavorati, con base in più province, che faceva arrivare gli stranieri con dei gommoni veloci. Fra i destinatari del provvedimento di fermo, disposto dalla Direzione distrettuale antimafia ed eseguito dalla Guardia di Finanza, anche tre agrigentini. Si tratta, oltre che dello stesso Spalma, di Filippo Solina, 51 anni, di Lampedusa e di Francesco Sacco, 53 anni, di Porto Empedocle.

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