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Accusato del tentato omicidio del cognato, teste in aula: "Ecco quello che ho visto dal balcone"

Maurizio Di Gerlando: “Ho notato Yorge Rejes Bellanca che citofonava a sua madre, è arrivata da dietro un’auto che lo ha investito”

“Ho visto dal balcone di casa Yorge Rejes Bellanca che citofonava a sua madre, ho notato arrivare da dietro un’auto che lo ha investito”. Maurizio Di Gerlando ha raccontato così, in aula, il tentativo di omicidio di cui il trentaseienne, a sua volta imputato di minacce, sarebbe stato vittima da parte del cognato, il ventinovenne Calogero Donato.

Il racconto della vittima: "Ha preso la rincorsa e mi ha investito alle spalle"

La versione, tuttavia, come sottolineato in aula dal difensore di quest’ultimo, l’avvocato Serena Gramaglia, è di tenore del tutto diverso da quella riferita nell’immediatezza dei fatti alla polizia alla quale aveva detto di avere sentito un rumore, di essersi affacciato e di avere visto Bellanca per terra, notando un’auto che si allontanava. Prima del testimone oculare, davanti ai giudici della prima sezione penale, è stato ascoltato il poliziotto Ferdinando Cavallaro che, dopo l’episodio, interrogò Bellanca che gli raccontò di essere stato investito dal cognato. 

"Stavo andando a pranzare da mia madre, ho sentito un'auto correre da dietro, dopo pochi secondi - aveva aggiunto - mi ha preso in pieno alle spalle. Ha fatto il giro per investirmi di nuovo ma sono riuscito a fuggire dietro un'aiuola, ho iniziato a sentire dolori forti perché mi ha fratturato il bacino". L'episodio sarebbe avvenuto il primo aprile del 2016 in via dello Sport, a Porto Empedocle. 

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