Cronaca

L'agguato a pistolettate in macelleria per vendicare pestaggio, 46enne resta in carcere

Vincenzo Filipazzo avrebbe estratto l'arma e provato a sparare dopo essere stato aggredito per un messaggio audio fake sul Coronavirus

Il fermo non è stato convalidato, in quanto non sussiste il pericolo di fuga, ma è stata applicata la custodia cautelare in carcere perchè il quadro indiziario è stato ritenuto solido e "la gravità dei fatti fa desumere l'inclinazione alla violenza e alla vendetta da parte dell'indagato". Queste le decisioni del gip Luisa Turco all'indomani dell'interrogatorio nel quale il fornaio Vincenzo Filippazzo, 46 anni, accusato di avere cercato di uccidere uno dei titolari della macelleria di via Garibaldi, a Porto Empedocle, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

I suoi legali Luigi Troja, Alfonso Neri e Salvatore Pennica hanno negato la tesi dell'inceppamento della pistola, chiedendo al giudice di riqualificare l'accusa da tentato omicidio a minaccia. "Non voleva uccidere il macellaio - hanno spiegato - ma solo intimorirlo, l'arma aveva la sicura". Una tesi che, sulla base delle testimonianze raccolte, il giudice non ha ritenuto fondata. La moglie di Filippazzo - Antonina Pullara, 44 anni - in un primo momento finita ai domiciliari con l'accusa di detenzione di arma clandestina, è stata liberata dallo stesso pm dopo la testimonianza di un poliziotto e di un finanziere che hanno spiegato che, al contrario, era stata la stessa donna e tentare di disarmare il marito prima che arrivassero i carabinieri.

All'origine del presunto agguato ci sarebbe un messaggio audio, registrato nei mesi scorsi da Antonina Pullara, con cui rilanciava la falsa notizia della positività al Covid-19 della figlia di un macellaio a cui ne seguiva un secondo, diventato virale, in cui invitava la gente a non andare nelle macellerie. Filipazzo, per questo, sarebbe stato brutalmente picchiato da padre e figlio, titolari della macelleria e avrebbe denunciato l'accaduto. Lunedì mattina la decisione di vendicarsi. Al negozio trova, però, il fratello e l'altro figlio dei suoi aggressori. Dopo l'invito ad andare via, avrebbe estratto l'arma e tentato di fare fuoco. 

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