Cronaca Porto Empedocle

"Tentò di uccidere cognato", per il consulente l'auto andava a 30 km orari

L'ingegnere Pietro Minacapelli, consulente del pm, ricostruisce la dinamica: "La vittima è stata colpita da posizione trasversale"

“L’investimento è avvenuto alla velocità di circa 30 o 40 chilometri orari, il pedone è stato colpito in posizione trasversale”. L’ingegnere Pietro Minacapelli, consulente tecnico del pubblico ministero Gloria Andreoli, ricostruisce in aula la dinamica dell’incidente che, per poco, non costò la vita a Rejes Bellanca, 36 anni, a sua volta imputato di minacce, che sarebbe stato investito con l’auto dal cognato. 

"Stavo andando a pranzare da mia madre, ho sentito un'auto correre da dietro, dopo pochi secondi mi ha preso in pieno alle spalle. Ha fatto il giro per investirmi di nuovo ma sono riuscito a fuggire dietro un'aiuola, ho iniziato a sentire dolori forti perché mi ha fratturato il bacino". Così Bellanca aveva raccontato in aula il presunto tentato omicidio di cui sarebbe stato vittima da parte del cognato, il ventinovenne Calogero Donato. Il giovane, difeso dall'avvocato Serena Gramaglia, avrebbe tentato di uccidere, investendolo con la propria auto, il cognato col quale aveva avuto dei contrasti non meglio precisati. Il consulente, ieri, ha ricostruito la dinamica sulla base dei dati tecnici a sua disposizione. “Non so – ha detto – se è stato colpito di spalle, il tipo di abrasioni sull’auto indicano con certezza che è stato colpito mentre si trovava in posizione trasversale ma potrebbe anche esserci girato all’ultimo istante”. Decisiva anche, per capire se si è trattato di un tentativo di uccidere o, magari, solo di ferire, la velocità dell’auto. “Non andava oltre i 30 o i 40 chilometri orari – ha detto il consulente del pm – perché in caso contrario avrebbe rotto il parabrezza con l’urto del corpo”. 

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