Venerdì, 19 Luglio 2024
Squadra Mobile / Porto Empedocle

L'inchiesta sulle tentate estorsioni, i retroscena: "Ci devi dare il bar, non possono campare solo loro"

Non soltanto gli imprenditori – due per la precisione – che si occupano di servizi ambientali, ma nel mirino è finito anche uno edile

Non soltanto gli imprenditori – due per la precisione – che si occupano di servizi ambientali, ma anche uno edile, proprietario di un immobile adibito a bar. E’ il 28 gennaio del 2020 quando l’imprenditore riferisce alla polizia d’essere stato insistentemente cercato da Giuseppe Migliara – uno dei tre destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari firmata dal gip del tribunale di Palermo Filippo Serio, su richiesta della Dda – per ottenere un locale adibito a bar. “Ci devi dare il bar, non possono campare solo loro, dobbiamo campare pure noi” – il gip riporta la frase, pronunciata con toni arroganti, di Migliara - . “Aveva richiesto di averne l’immediata disponibilità, pretendendo da (omissis .. l’imprenditore edile) che rescindesse il contratto di locazione già stipulato con gli attuali conduttori” – ricostruisce il giudice per le indagini preliminari - . “Vedi che ora ci siamo noi!” – avrebbe detto, secondo quanto emerge nell’ordinanza, l’indagato per tentata estorsione in concorso - . Indagato che “al fine di assoggettare la vittima al suo volere, avrebbe rivendicato con assoluta ed ostentata determinazione il controllo criminale di Porto Empedocle”.

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L’imprenditore, ad un certo punto, dopo tante insistenze, non avrebbe più risposto al telefono. Migliara, nel frattempo, si è trasferito a Bergamo – ricostruisce il gip – ma ha continuato, con messaggi Whatsapp e note vocali, a pressare l’imprenditore: “Non lo prendi il telefono? No, non hai le balle certo! Prima fai le minchiate capito? Poi ti dico quando è che … ti incaglio piedi, piedi cosa hai fatto, tu ancora non ti sei reso conto di cosa hai fatto. Io non sono il tipo che pensi tu, di quelli che vuoi prendere per il culo le persone, vorresti fare il furbo. Comunque sia – prosegue il messaggio che è agli atti dell’inchiesta – vieniti a discutere la cosa e vieniti a sistemare la cosa perché ora si parla di cose d’onore, capisci? Perché tu minchiate non me ne devi raccontare capisci?”. 

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