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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Porto Empedocle

"Stalking e ricatti hard alla fidanzata di 30 anni più giovane", condanna ridotta in appello

Tre mesi di reclusione a un sessantenne - attualmente in carcere per accuse di pedofilia - al quale in primo grado erano stati inflitti un anno, un mese e dieci giorni di reclusione. "Torna con me o pubblico le nostre foto sui siti porno"

Condanna ridotta in appello per un sessantenne di Porto Empedocle, accusato di stalking e ricatti hard all'ex fidanzata trentenne che lo aveva lasciato. In primo grado, il 19 febbraio di 2 anni fa, il giudice monocratico Giuseppa Zampino gli aveva inflitto un anno, un mese e dieci giorni di reclusione.

Adesso i giudici di appello, ai quali si è rivolto il difensore, l'avvocato Luigi Troja, hanno ridotto la pena a 3 mesi, già interamente espiati nella fase cautelare: il sessantenne, peraltro, si trova in carcere per scontare una condanna a 6 anni per atti sessuali con minore.

L'empedoclino, secondo l'accusa, non accettando la fine della relazione con la fidanzata, avrebbe iniziato a perseguitarla e minacciarla di pubblicare le loro foto intime sui siti pornografici: dopo una lunga serie di atti persecutori - scanditi da telefonate, pedinamenti, messaggi e tentativi di irruzione nella sua abitazione - la donna lo aveva denunciato. 

Per questi fatti, in un primo momento, era stato disposto il divieto di avvicinamento che avrebbe violato pedinando e tempestando di telefonate ed sms l’ex fidanzata. Gli atti persecutori denunciati dalla ragazza sarebbero iniziati nel giugno del 2017, quando la presunta vittima decise di interrompere la relazione, e durati fino al febbraio del 2019.

L'empedoclino, sostiene l’accusa, l’avrebbe tempestata di telefonate e messaggi di insulti minacciando di pubblicare la sua foto sui siti porno. La ragazza sarebbe stata vittima anche di presunti ricatti, indiretti, dello stesso tenore e, in particolare, le sarebbe arrivato il messaggio del suo ex, attraverso il fratello e lo zio, dell’esistenza di alcune registrazioni di conversazioni telefoniche, dal contenuto imbarazzante, in cui parlavano di sesso.

E poi ancora: scritte sui muri, pedinamenti, tentativi di entrare nella sua abitazione e lettere infilate sotto la porta di casa. 

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