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Tribunale

Inchiesta "Fish&Drug", iniziati gli interrogatori: indagati non rispondono o invocano l'errore di persona

Sono state 17 le misure cautelari, firmate dal gip su richiesta della Procura, a carico di altrettanti iscritti per spaccio di stupefacenti con l’aggravante dell’ingente quantità e tentata estorsione

Gaetano Volpe e Riccardo Volpe - rispettivamente in carcere e ai domiciliari con il braccialetto elettronico, nell'ambito dell'inchiesta "Fish&Drug" - si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Sono iniziati, stamani, gli interrogatoti di garanzia per gli indagati della maxi operazione antidroga realizzata dai poliziotti della Squadra Mobile, del commissariato "Frontiera" di Porto Empedocle e della Capitaneria di porto. Gaetano Volpe e Riccardo Volpe, al termine degli interrogatori, hanno confermato quale loro difensore di fiducia l'avvocato Raimondo Tripodo. E questo, in ragione degli impiegni istituzionali, dell'avvocato Rosario Fiore. 

L'indagato Alfonso Indelicato, anch'esso finito in carcere su disposizione dell'ordinanza del gip Francesco Provenzano, difeso dagli avvocati Salvatore Pennica e Franco Mirabile, ha invocato "l'errore di persona".  Anche l'indagato Salvatore Incardona si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il difensore, l'avvocato Giuseppe Vinciguerra, ha chiesto la sostituzione o la revoca della misura (è stato posto ai domiciliari con braccialetto elettronico ndr.) perché i fatti contestati sono datati. 

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Gli interrogatori naturalmente proseguiranno oggi e nei prossimi giorni. 

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Sono state 17 le misure cautelari, firmate dal gip su richiesta della Procura, a carico di altrettanti indagati per spaccio di stupefacenti con l’aggravante dell’ingente quantità e tentata estorsione. L'operazione è stata denominata "Fish & Drug" ed  è stata realizzata a Porto Empedocle per la maggior parte, ma misure sono state eseguite anche a Realmonte, Favara, Palma di Montechiaro, Agrigento e Canicattì.

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(Aggiornato alle ore 18,30)

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