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Il vice questore aggiunto Cesare Castelli

Il vice questore aggiunto Cesare Castelli

"Spaccio di droga", eseguiti due arresti e due obblighi di dimora

Le misure sono divenute definitive, e dunque esecutive, a seguito della sentenza emessa dalla Corte di Cassazione con cui sono stati dichiarati inammissibili i ricorsi contro le ordinanze del Riesame

La sezione Anticrimine del commissariato "Frontiera" di Porto Empedocle, guidata dal vice questore aggiunto Cesare Castelli, ha eseguito, nella giornata di ieri, quattro misure cautelari, emesse nel giugno scorso dal tribunale per il Riesame di Palermo. Misure divenute definitive, e dunque esecutive, a seguito della sentenza emessa dalla Corte di Cassazione con la quale sono stati dichiarati inammissibili i ricorsi contro le ordinanze del Riesame.

Il Pm della Procura della Repubblica di Agrigento, Antonella Pandolfi, titolare delle indagini, a seguito del rigetto del Gip della richiesta di 29 misure cautelari per gli indagati di reati inerenti gli stupefacenti - detenzione, cessione e traffico di sostanze stupefacenti, aggravate in concorso - aveva proposto appello che era stato in gran parte accolto dal tribunale del Riesame.

"A parte tre soggetti - rendono noto dal commissariato di polizia - ossia Loredana Prisma, 43 anni, finita agli arresti domiciliari, Luigi Pulsiano, 22 anni, sottoposto alla misura dell'obbligo della presentazione alla Pg ed Antonio Sorce di 21 anni, sottoposto alla misura dell'obbligo di dimora, la cui misura era stata resa esecutiva a seguito del mancato ricorso in Cassazione, gli altri indagati avevano presentato ricorso alla Suprema Corte, interrompendo l'esecutività delle ordinanze del tribunale per il Riesame di Palermo".

Il mancato accoglimento del ricorso ha fatto sì che i poliziotti del "Frontiera" potessero eseguire le misure. Due di custodia cautelare in carcere ed altrettanti obblighi di dimora a Porto Empedocle. 

In carcere sono finiti: Andrea Amato, 47 anni, ed il figlio Rosario di 28 anni. Obblighi di dimora a Porto Empedocle, invece, per Giuseppe Baio, 38 anni, ed Emanuele Amato, 21 anni, figlio di Andrea.  

L'indagine, condotta nel corso del 2014 sia con mezzi tradizionali che con l'impiego di sofisticate tecniche di intercettazione e video riprese, "aveva acclarato - ricostruiscono ufficialmente dal commissariato "Frontiera" che è coordinato dal vice questore aggiunto Cesare Castelli - una fiorente e lucrosa attività di spaccio di sostanze stupefacenti, anche a minorenni (per cui è stata contestata anche l'aggravante dei reati), che vedeva l'abitazione della famiglia Amato, situata nel quartiere denominato altipiano Lanterna, - prosegue la nota della polizia di Stato - quale centro delle molteplici quotidiane cessioni ai clienti, anche oltre 50 giornaliere". Motivo per il quale l'operazione è stata denominata "Supermarket".

"Durante l'attività d'indagine, nella quale si accertava anche il sistema di reperimento della droga: hashish, marjuana e anche cocaina, mediante corrieri che si recavano quasi settimanalmente a Palermo dai fornitori, - ricostruisce ancora la polizia di Stato - sono stati tratti in arresto, in flagranza del reato, e denunciati a piede libero alcuni degli indagati ed è stata recuperata una discreta quantità di stupefacente". 

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