"Quella casa minaccia la pubblica incolumità", il sindaco: "Va messa in sicurezza subito"

Dopo la caduta di una porzione di balcone, Ida Carmina ha firmato un'ordinanza che impone l'avvio dei lavori entro un massimo di 15 giorni

Una veduta di via Crispi a Porto Empedocle (foto Google Maps)

C'è un immobile, in via Crispi a Porto Empedocle, che minaccia la pubblica incolumità. Il rischio crolli sembra essere più che concreto, tant'è che il sindaco Ida Carmina ha firmato un'ordinanza che impone - a carico dei legittimi proprietari - la messa in sicurezza attraverso la rimozione delle parti pericolanti: murature, cornicioni, intonaci, soglie, balconi e gronde. Il primo cittadino ha, di fatto, ordinato "l’esecuzione di ogni ulteriore opera indispensabile ad assicurare l’integrità, dal punto di vista statico dell’edificio, nonché di ogni altra opera ritenuta necessaria sempre a salvaguardia della pubblica e privata incolumità". Il termine ultimo per iniziare gli urgenti lavori è 15 giorni.

"L’eventuale inottemperanza al contenuto dell'ordinanza - scrivono chiaramente dal Municipio - comporterà la comunicazione dell’inadempienza all’autorità giudiziaria. Eventuali danni a persone e cose, derivanti dal mancato rispetto del provvedimento, saranno a carico dei destinatari dell'ordinanza che ne risponderanno in solido in via civile, penale ed amministrativa". I quattro proprietari dell'immobile dovranno "sino all’ultimazione dei lavori garantire la sicurezza delle aree interessate dalla caduta, attraverso l’interdizione del passaggio della zona sottostante, mediante idonea transennatura, adeguatamente segnalata" - precisano dal Comune di Porto Empedocle - .

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A segnalare il rischio, a metà dicembre scorso, sono stati gli agenti del comando di polizia municipale che hanno accertato il “distacco e la caduta di una porzione di un balcone”. Il tecnico dell’Utc ha, dunque, effettuato immediato sopralluogo tecnico per accertare la reale situazione di pericolo ed è stato riscontrato “che l’edificio, a causa della mancanza dei necessari interventi di manutenzione ha subito un progressivo degrado dei materiali e perdite di coesione degli elementi costitutivi. In particolare, nell’angolo a sud-ovest del fabbricato, al secondo e ultimo piano, - scrivono dal palazzo di città - in corrispondenza del vano scala condominiale, è presente un balcone in marmo, sorretto da travi in ferro, in precarie condizioni di stabilità, dal quale si è verificato il distacco di uno dei travetti di sostegno in ferro. Altre parti pericolanti si evidenziano nelle porzioni di intonaco esterno ammalorato del prospetto, nonché nei canali di gronda e nei pluviali”. L'immobile, dunque, "a causa del cattivo stato di manutenzione costituisce pericolo per la pubblica incolumità".

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