Cronaca Porto Empedocle

Il piazzale trasformato in discarica: operazione "Kaos calmo": in sei verso il processo

Le telecamere, piazzate per arginare il fenomeno dell'abbandono dei rifiuti prodotti nei negozi, hanno immortalato imprenditori e dipendenti delle attività. La procura chiude l'inchiesta

Operazione "Kaos calmo": otto telecamere per trenta giorni al boschetto e l'obiettivo ha immortalato decine di furgoni di negozi di ogni tipo - alimentare ma non solo - che scaricavano rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. 

I video agli atti dell'inchiesta - che è stata sviluppata sul campo dalla Capitaneria di porto di Porto Empedocle - sono impietosi. Si vedono i furgoni arrivare nei pressi del piazzale, di proprietà del demanio, e i conducenti scaricare pesce, ortaggi, mobili e tanto altro ancora. Poi, in molti casi, si appicca l'incendio. La vicenda, adesso, approderà presto in aula per il processo. Il pubblico ministero Paola Vetro ha fatto notificare l'avviso di conclusione delle indagini nei confronti di sei persone: Mario Mezzano, 71 anni; Giuseppe Daino, 52 anni; Margherita Freddoneve, 28 anni; Alessandro Gangarossa, 33 anni; Raffaele Iacono Quarantino, 39 anni e Alfonso Carbone, 43 anni.

Tutti gli episodi contestati risalgono al dicembre del 2018: gli imputati, gran parte dei quali titolari di pescherie, sarebbero stati immortalati mentre smaltivano i rifiuti della propria attività, talvolta appiccando il fuoco. I difensori (fra gli altri gli avvocati Luigi Troja, Salvino Iannello e Giuseppe Infuso) avranno adesso venti giorni di tempo per provare a convincere il pm a non chiedere il rinvio a giudizio attraverso un interrogatorio dei propri assistiti o sollecitando nuove indagini.

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