"Maxi truffe con aziende fantasma", processo azzerato: riparte la sfilata di testi

La difesa non aveva dato il consenso a utilizzare gli atti prima del "rimpasto" di giudici: si va verso la prescrizione di gran parte delle accuse

Uno degli arrestati dell'operazione Demetra esce dalla caserma

La difesa non aveva dato il consenso a utilizzare gli atti acquisiti in precedenza: quattro anni dopo i rinvii a giudizio, decisi dal giudice Francesco Provenzano, è ripartito il processo scaturito dall’inchiesta “Demetra” che avrebbe sgominato una maxi truffa ai danni di Inps e Inail attraverso la creazione di false aziende per posti di lavoro “fantasma”.

I fatti, però, sono troppo datati nel tempo e, in alcuni casi, risalgono ad oltre dieci anni fa. Di conseguenza gran parte delle accuse sono già prescritte. Per completare il dibattimento a carico di 53 imputati, evitando che il decorso del tempo lo spazzasse via del tutto, l’ex presidente della prima sezione penale Giuseppe Melisenda Giambertoni, per quasi due anni, nonostante il trasferimento alla Corte di appello di Caltanissetta, è rientrato periodicamente per evitare di dover cambiare il collegio e azzerare tutto.

Il processo si arena dopo quattro anni

Fino allo scorso autunno quando un magistrato dell’ufficio ha dovuto astenersi per la maternità. La difesa non ha dato il consenso a utilizzare gli atti e il processo, di fatto, si è bloccato con la prescrizione che spazzerà la quasi totalità dei reati. Oggi il dibattimento è ripartito davanti ai giudici della prima sezione penale, presieduta da Alfonso Malato, e sono comparsi numerosi testi che, come pure formalità, si solo limitati a confermare la precedente testimonianza.

Si prosegue il 23 maggio. Intanto i giudici hanno manifestato l'intenzione, anche per snellire l'iter del dibattimento, di mettere ordine sui capi di imputazione e continuare solo per quelli che non sono ancora prescritti.

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