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Cronaca Porto Empedocle

"Pesta e stupra l'ex compagna davanti alla figlia", parte processo a pregiudicato

F.G., 34 anni, di Porto Empedocle è stato arrestato cinque mesi fa, la donna si costituisce parte civile

Cinque mesi dopo l’arresto, con l’accusa di avere picchiato e violentato l’ex compagna in presenza della figlia, parte il processo a carico del pregiudicato empedoclino F.G., 34 anni. Nei suoi confronti il gip Stefano Zammuto, accogliendo l’istanza del pm Salvatore Vella, aveva disposto il giudizio immediato. La strategia della difesa, affidata all’avvocato Giuseppina Piazza, è stata quella del dibattimento e ieri mattina, davanti ai giudici della seconda sezione penale presieduta da Luisa Turco, è iniziato il processo. La vittima presunta vittima dello stupro e del pestaggio si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Daniela Posante e le parti, come da prassi, hanno chiesto e in parte ottenuto l’ammissione dei mezzi di prova. Sarà proprio la donna il primo teste a comparire in aula per essere ascoltata alla prossima udienza in programma il 18 dicembre. Il trentenne, secondo la ricostruzione dei fatti, sarebbe entrato ubriaco in casa dell’ex compagna e l’avrebbe strattonata e violentata dopo avere intimato alla figlia tredicenne della donna di chiudersi nella sua camera.

Alla fine è stato, invece, proprio l’intervento della ragazzina a evitare il peggio. Il trentenne è stato arrestato il 2 giugno, poco dopo la presunta brutale aggressione ai danni dell’ex compagna. L’uomo, secondo la ricostruzione dei fatti, si sarebbe presentato ubriaco in casa della donna, a Porto Empedocle, e dopo che gli era stata aperta la porta l’avrebbe strattonata per il collo intimando alla figlia minorenne di chiudersi nella sua camera. La donna, invece, sarebbe stata percossa e costretta a praticargli un rapporto orale. La violenza sarebbe proseguita denudando l’ex compagna e costringendola con la violenza a un rapporto sessuale completo. La situazione, a quel punto, stava per degenerare perché l’uomo avrebbe quasi tentato di strangolare la donna, stringendo forte le mani al collo e minacciandola di “non fiatare” perché altrimenti l’avrebbe uccisa.

La presunta vittima, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe riuscita a divincolarsi e liberarsi della presa dell’ex convivente perché nel frattempo è intervenuta la figlia che ha avuto la forza di farlo desistere a lasciare l’abitazione. La donna, che si è fatta medicare tanto che le sono state riscontrate ferite ed escoriazioni giudicate guaribili in cinque giorni, ha denunciato l’episodio ai carabinieri che in poche ore di attività investigativa lo hanno arrestato e da allora l’uomo si trova ai domiciliari. 

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