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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Porto Empedocle

Quei tanti barchini che approdano indisturbati, Carmina: "Dov'è la nave quarantena? Perché è a Palermo?"

Il sindaco di Porto Empedocle: "I migranti arrivano dal canale di Sicilia. Siamo noi i paesi coinvolti. Se una imbarcazione doveva essere collocata, doveva avvenire in rada Lampedusa, vicino al nostro porto o Pozzallo. No siciliani di serie 'A' e di serie 'B'"

Lampedusa e Porto Empedocle continuano - con insistenza - a chiederselo. Perché la nave per la quarantena non è in rada nei porti dove avvengono gli sbarchi dei migranti? Perché si trova invece a Palermo?  "Siamo in piena epidemia e ciò che vale per Palermo deve valere anche per Porto Empedocle e per la provincia di Agrigento - ha detto il sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina - . Ho apprezzato il presidente Musumeci quando è sceso in campo in favore dei Comuni frontalieri come Porto Empedocle e Pozzallo. Ne è seguita la richiesta di una nave per la quarantena che è stata però piazzata a Palermo dove notoriamente non arrivano i migranti, perché i migranti arrivano dal canale di Sicilia. Siamo noi i paesi coinvolti. Se una nave quarantena doveva essere collocata, doveva avvenire in rada Lampedusa, vicino Porto Empedocle o Pozzallo. Perché non esistono siciliani di serie 'A' e siciliani di serie 'B'. Io vorrei capire quale la ratio che ha indotto a posizionare una nave per quarantena nelle vicinanze di Palermo e non dalle parti nostre che sono quelle più interessate dal fenomeno migratorio".

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Già il sindaco delle isole Pelagie, Totò Martello, aveva evidenziato: "Lampedusa vive due emergenze insieme: quella del Coronavirus e quella dei migranti. Per quanto tempo ancora dobbiamo essere abbandonati dal governo? Le navi per accogliere i migranti sono altrove, ma non dove davvero servono: qui i migranti arrivano direttamente coi barchini. Eppure non c'è una nave di assistenza ormeggiata di fronte al nostro porto, così come chiediamo dall'inizio dell'emergenza Coronavirus. A Palermo - ha proseguito Martello - dove i migranti di certo non arrivano autonomamente, c'è una nave di fronte al porto".

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"Mercoledì, davanti la commissione bicamerale Schengen dove sono stata convocata per audizione, porterò avanti questa battaglia. Il fenomeno prevalente è quello degli sbarchi autonomi. Sono stati rintracciati a terra, in questi ultimi anni, 4 mila migranti. Pensate cosa significa questo, per noi che siamo terra di frontiera, rispetto al rischio di espansione del virus - ha proseguito il sindaco di Porto Empedocle - . Spero che questo appello venga ascoltato e spero che anche gli altri sindaci si uniscano a me. Sono solidale con il sindaco di Siculiana. Perché non li portano (il riferimento è ai migranti che da Lampedusa sono stati trasferiti a Porto Empedocle per poi andare a Villa Sikania) a Palermo sulla nave per la quarantena? Mentre a noi vengono chiesti sacrifici: niente sport, i nostri figli non vanno a scuola, non possiamo andare a lavorare visto che le attività sono ferme, quando arrivano i migranti a loro viene consentito tutto: giocano a pallone, fanno assembramenti. Anche loro sono in pericolo - ha evidenziato Ida Carmina - . Loro costituiscono un pericolo per noi e noi per loro. Se si dovessero ammalare si verificherebbe quello che è successo nelle Rsa della Lombardia. Facciamo attenzione. I migranti devono essere tenuti alle nostre stesse restrizioni e limitazioni. Ne basta uno per infettare centinaia di persone e tutto questo graverebbe anche su di noi. Chiediamo a gran voce che le regole vengano rispettate, il problema dei porti non sicuri non è legato al mezzo ma alle persone stesse. Non è, inoltre, gradevole che i migranti - specie dopo il quindicenne che è risultato positivo - vengano trasportati su un traghetto di linea su cui poi devono viaggiare i cittadini. Si fanno le sanificazioni, ma tutti continuiamo ad essere a rischio".

Il sindaco di Porto Empedocle, contattato dal prefetto per far sbarcare i 32 migranti trasferiti da Lampedusa, ha accettato "visto che si tratta di uno sparuto gruppo, composto per la maggior parte di donne, alcune delle quali incinte, e di bambini - ha spiegato Carmina - . Ciò non significa però che non voglio portare avanti una battaglia di giustizia rispetto alle esigenze di salute della nostra cittadinanza e di tutta la provincia".    

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