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FOTO ARCHIVIO

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Massacrata dal compagno in hotel, il poliziotto: "Trovata in una pozza di sangue"

L'agente, intervenuto dopo la segnalazione di un ospite dell'albergo, racconta i drammatici momenti del soccorso. La donna era per terra con il viso rivolto sul pavimento

"Sono entrato nella camera di albergo insieme al fattorino che aveva il passepartout e abbiamo trovato la donna in una pozza di sangue, distesa per terra con il volto sul pavimento".

Il processo è quello a carico del quarantasettenne Giovanni Curaba, accusato di lesioni personali pluriaggravate per avere brutalmente picchiato, sostiene l'accusa, la compagna all'interno di una camera di albergo. Il poliziotto è stato il primo testimone dell'accusa rappresentata dal pm Roberto Gambina. L'agente, rispondendo anche al giudice Giuseppe Miceli e al difensore dell'imputato, l'avvocato Fabio Inglima Modica, ha ricordato i soccorsi, scattati dopo la segnalazione di un maresciallo della Guardia di Finanza che alloggiava in quell'albergo e aveva sentito rumori provenire da quella camera. 

La donna aveva una mandibola fratturata, il timpano rotto, ecchimosi sugli occhi e sulle orecchie, traumi al torace e alla gamba nonché due denti rotti e una costola fratturata. La compagna di Curaba, fuggito dopo il fatto, non ha mai sporto denuncia. La donna fu trasportata di urgenza all'ospedale Civico di Palermo che abbandonò prima di venire sottoposta a un delicato intervento chirurgico prescritto dai medici. 

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