Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Porto Empedocle

Lapide del 1753 "dimenticata" al collegio dei Filippini, la Proloco la reclama per torre Carlo V

Subito dopo il rinvenimento, il reperto fu trasferito per volere dello stesso potestà Baldassare Marullo al museo civico dell’allora Girgenti, non disponendo in quei tempi Porto Empedocle di alcun luogo idoneo ad un’esposizione museale permanente

Torre Carlo V

C’è una lapide incisa da ignote maestranze siciliane nel 1753 all’ex collegio dei Filippini di Agrigento che appartiene alla cappella della torre Carlo V di Porto Empedocle. Una lapide che – secondo la relazione storico-tecnica – era stata rinvenuta in una sala a ponente della torre dall’allora podestà Baldassare Marullo, nel 1925, di cui adesso la Proloco di Porto Empedocle, con in testa il presidente Paolo Salemi, chiede “per la naturale ricollocazione all’interno della torre Carlo V” la restituzione al sindaco di Agrigento Franco Micciché.

Subito dopo il rinvenimento, il reperto fu trasferito per volere dello stesso potestà Baldassare Marullo al museo civico dell’allora Girgenti, non disponendo in quei tempi Porto Empedocle di alcun luogo idoneo ad un’esposizione museale permanente. Dal 1970, in attesa dell’allestimento del nuovo museo civico, il manufatto è stato riposto – è stato ricostruito nella relazione storico-tecnica - per molti anni in un deposito, l’ex chiesa di Santa Sofia, a piano terra del palazzo di città. L’inventario redatto in quell’anno riporta la lapide con un’erronea datazione: «lapide di ignoto con iscrizione del 1704 di misura mt. 0,81 x 0,65 di pietra di Comiso». Nel dicembre del 2015, la lapide fu individuata nel deposito comunale da Arturo Attanasio, nipote di Baldassare Marullo, durante i lavori di sgombero necessari per il cambio di destinazione d’uso dell’immobile a centro espositivo. Dopo gli interventi di pulitura, nonostante l’ancora attuale precario stato di conservazione, la lapide è stata esposta al pubblico nell’allestimento museale dell’ex collegio dei Filippini, tuttavia priva di una collocazione dignitosa, essendo posta direttamente sul piano di calpestio e addossata su una parete della sala espositiva, ma soprattutto di indicazioni circa il contesto storico-geografico di provenienza. Di questa lapide, Porto Empedocle adesso vorrebbe tornare in possesso per ricollocarla nella torre Carlo V. 

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