L'incidente sul lavoro che ha ucciso Albanese, acquisiti i filmati della tragedia

I carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica, stanno facendo alcune verifiche di carattere tecnico e amministrativo sul macchinario

Una veduta del porto di Porto Empedocle e nel riquadro: Giulio Albanese

Gli accertamenti sul macchinario che ha ucciso il sessantacinquenne empedoclino Giulio Albanese continuano. I carabinieri della stazione di Porto Empedocle, coordinati dalla Procura della Repubblica di Agrigento, stanno facendo alcune verifiche di carattere tecnico e amministrativo. Passaggi che rientrano perfettamente nella norma, in caso di incidenti sul lavoro. Sul fatto che si sia trattato di un incidente mortale sul lavoro non ci sono mai stati dubbi, ma a provarlo ci sarebbero dei filmati – che sono stati appunto acquisiti dai militari dell’Arma, che non hanno lasciato nulla al caso, – che hanno permesso di stabilire come quel nastro trasportatore gli sia caduto addosso e lo abbia ucciso.

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Incidente sul lavoro a Porto Empedocle: muore il dichiarante Giulio Albanese 

Subito dopo la tragedia, allo scalo portuale di Porto Empedocle sono accorsi sia i carabinieri della stazione cittadina che quelli del reparto Operativo del comando provinciale di Agrigento. Uno dei primi passi investigativi mossi dai militari dell’Arma è stato quello dell’acquisizione delle immagini registrate dalle telecamere presenti nell’area portuale. Immagini che hanno stabilito – e con certezza categorica – che si è trattato di un terribile fatto accidentale. Naturalmente è stata verificata anche la posizione lavorativa dell’empedoclino, che è risultata essere perfettamente in regola. Poi, i carabinieri si sono, inevitabilmente, occupati anche degli accertamenti – sia di carattere tecnico che amministrativo – sul macchinario.

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