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Venerdì, 20 Maggio 2022
Indagini / Porto Empedocle

Incendiata l'auto di un commerciante, nessun dubbio sulla natura dolosa: sequestrata la bottiglia

Le fiamme sono state circoscritte prima e domate poi dai vigili del fuoco. Dell'attività investigativa si stanno già occupando i militari dell'Arma

Questa volta non ci sono dubbi. L’incendio che ha devastato la Ford Kuga di un commerciante cinquantottenne è doloso. Ne sono convinti i carabinieri che, a pochi passi dall’autovettura, hanno ritrovato e sequestrato una bottiglietta contenente ancora tracce di liquido infiammabile.

Il rogo è scoppiato in via Randone, a Porto Empedocle, dove la macchina era stata lasciata posteggiata, nel cuore della notte fra domenica ed ieri. Ad accorrere, non appena hanno ricevuto la segnalazione, sono stati i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento. Sul posto, erano già presenti i carabinieri della stazione cittadina.

I pompieri,  idranti alla mano, hanno prima circoscritto l’incendio – evitando che potesse estendersi – e poi hanno avuto la meglio sulle alte fiamme che hanno, però, di fatto, devastato la Ford Kuga. A ruota, assieme ai militari dell’Arma, i vigili del fuoco si sono occupati del cosiddetto sopralluogo di rito. Mentre i pompieri controllavano per bene l’autovettura, i carabinieri setacciavano tutta l’area circostante. Ed è proprio grazie a questo sopralluogo che è saltata fuori la bottiglietta contenente ancora tracce di liquido infiammabile. Un “particolare” che ha subito chiarito la matrice dell’incendio.

Gli investigatori – come procedura esige – hanno sentito il proprietario dell’autovettura. Fitto, anzi categorico, è il riserbo. I carabinieri, ieri, non lasciavano trapelare neanche la più piccola indiscrezione su quali passi investigativi stessero muovendo. Non è escluso che il commerciante possa tornare ad essere ascoltato nuovamente, così come – nonostante manchino le conferme istituzionali – appare assai probabile, è routine del resto ormai, che i carabinieri abbiano verificato l’eventuale presenza di impianti di videosorveglianza pubblici o privati in zona. Telecamere che qualora esistenti e funzionanti potrebbero naturalmente subito indirizzare l’attività investigativa.

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