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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca Porto Empedocle

Incendiato un camion gru, imprenditore antiracket nel mirino

Gerlando Gibilaro: "Soltanto quando saremo in tanti ad opporci ed avremo una sorta di denuncia collettiva potremo porre fine alle imposizioni e ritorsioni mafiose"

Il camion gru non è stato distrutto. Ma è stato pesantemente danneggiato. Sembra essere chiaro, inequivocabile, il fatto che ignoti malviventi hanno tentato di intimidire - appiccando il fuoco al mezzo che era posteggiato all'interno del piazzale dell'Italcementi di Porto Empedocle - l'impresa di manutenzione "Abate meccanica srl" di Porto Empedocle. 

Erano passate da poco le 20,30 quando i pompieri hanno raccolto l'Sos e per circa un'ora sono stati al lavoro all'interno della Cementeria. Sul posto anche la polizia di Stato. 

"Abate meccanica" è una delle imprese esterne che lavora per conto dell'Italcementi, ma non soltanto visto che ha lavori anche nel Nord Italia. Per l'impresa - il cui titolare aderisce a "LiberoFuturo Agrigento" - questa non è la prima intimidazione. Ma soltanto l'ultima di una lunga serie. All'Italcementi, durante il rogo, si sono precipitati sia l'imprenditore trentacinquenne Salvo Abate che il presidente di "LiberoFuturo" Gerlando Gibilaro.  

"L'associazione antiracket di Agrigento e la neonata "Rete NOMAFIE" a cui aderisce - dichiara Gibilaro - esprimono solidarietà ad Abate e rivolgono un appello a tutto il mondo imprenditoriale sano affinché si affianchi a chi subisce ritorsioni ed intimidazioni di tipo mafioso e decida finalmente di unirsi al movimento antiracket denunciando alle forze dell'ordine le imposizioni e le ritorsioni mafiose. Soltanto quando saremo in tanti ad opporci - prosegue Gibilaro - ed avremo una sorta di denuncia collettiva potremo porre fine alle imposizioni e ritorsioni mafiose".

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