Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Porto Empedocle

Contagiati dal Covid e costretti all'isolamento, restano senza acqua e alimenti: i carabinieri fanno la spesa alla famiglia

I militari dell'Arma hanno portato il latte e i pannolini per la neonata di tre mesi e mezzo, ma anche generi alimentari freschi e a lunga conservazione. La moglie e madre: "Mio marito non può uscire per i lavoretti che permettevano di sostentarci e non abbiamo nessuno che ci aiuti"

Sono rimasti senza acqua nelle cisterne dell'appartamento, senza acqua da bere, senza alimenti per poter mettere assieme un pasto e perfino senza il latte per una neonata di 3 mesi e mezzo. Da venerdì 20 sono positivi al Covid-19, stanno male, e il capo famiglia - un empedoclino di 52 anni - non può uscire da casa per i lavoretti saltuari che era abituato a svolgere per sbarcare il lunario e sostenere la moglie di 38 anni e i figli di  15, 17 e 18 anni, nonché l'ultima arrivata: una piccina di tre mesi e mezzo. La situazione economica della famiglia empedoclina, già grave a causa della disoccupazione del marito, è adesso drammatica. E ad aiutare la famiglia, ieri mattina, ci hanno pensato soltanto i carabinieri della stazione di Porto Empedocle. 

"Chiamo da tre giorni il sindaco, ho chiamato gli assistenti sociali, perfino l'Asp - ha raccontato, ieri, la trentottenne - . Non abbiamo parenti che possano aiutarci e da tre giorni siamo senza acqua da bere e per i servizi igienici. Perfino la piccina non aveva nulla da mangiare. Ho chiesto che venissero allertati i pompieri, se non era possibile avere un'autobotte - ha spiegato la trentotenne che sta male a causa del Coronavirus, così come altri 4 membri della sua famiglia (contagiata anche la neonata) - . Hanno fatto tutti orecchie da mercante. E non sapendo a quale altra porta bussare ho chiamato i carabinieri di Agrigento - prosegue la signora Maria - . Avevo visto in passato, attraverso gli organi di informazioni e le televisioni, che i carabinieri del capoluogo erano molto sensibili. C'erano, ci sono, degli ufficiali che mi sono sembrati, in passato appunto, disponibili a tendere una mano d'aiuto. Ho spiegato la nostra situazione e mi è stato dato il numero di telefono della stazione dell'Arma di Porto Empedocle. E il maresciallo, stamattina (ieri ndr.), a sue spese, mi ha portato il latte, i pannolini per la bambina, ma anche della carne e dei generi alimentari freschi e a lunga conservazione, oltre alle cassette d'acqua per bere - ha aggiunto Maria - . Gesto di grandissimo altruismo, quello fatto dai carabinieri di Porto Empedocle". 

La famiglia, che è appunto in isolamento domiciliare a causa del Covid-19, continua a restare però senz'acqua nella cisterna dell'appartamento. "Sindaco e assistenti sociali neanche mi rispondono più al telefono - ha aggiunto la donna, preda della disperazione - . Avevo chiesto, visto che mio marito non può uscire per andare al lavoro, i buoni spesa. Ma non ci sono stati dati neanche quelli. Avevo chiesto, visto che due dei miei figli sono ancora negativi, del disinfettante, dell'alcol, ma niente. Gli unici che, al momento, ci siamo concretamente ritrovati sono stati i carabinieri. Il maresciallo ha fatto, a spese sue, molto di più di quello che poteva e doveva. Sono gli altri enti che devono aiutarci. Per intanto, serve l'acqua per la cisterna perché è da tre giorni che siamo senz'acqua e non sono condizioni igieniche per una famiglia che sta guerreggiando con il Coronavirus". 

La famiglia che abita in una palazzina di via Dello Sport, a Porto Empedocle, non aveva una fornitura regolare di risorsa idrica perché ha una causa con Girgenti Acque. I carabinieri hanno anche chiamato, dopo aver apprestato il primo intervento d'urgenza, la Caritas Diocesana e, negli ultimi minuti, a quanto pare, uno dei sacerdoti della città si è messo in contatto con loro. 

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